13 maggio 1981 che giorno era

Rischio che effettivamente si paventò per due volte: “La prima per dissanguamento durante l’intervento eseguito in serata dopo lo sparo; poi 50 giorni dopo a causa di un’infezione da citomegalovirus che è potenzialmente mortale e che comportò un ritorno del Papa al Gemelli”. Scrisse Indro Montanelli, riferendo alcune parole che Giovanni Paolo II, durante una cena privata nel 1986, gli confessò: «Santo Padre», dissi, «lei andò a trovare in prigione il suo attentatore…». La mano tesa possa sempre arricchirsi del sorriso di chi non fa pesare la propria presenza e l’aiuto che offre, ma gioisce solo di vivere lo stile dei discepoli di Cristo. @MorosiSilvia @paolo_rastelli. L'uomo, un sacerdote spagnolo di nome Juan María Fernández y Krohn, si opponeva alle riforme del Concilio Vaticano II e definiva il Papa un "agente di Mosca". Brevi storie che hanno radici nel tempo e nello spazio. Luigi Accattoli, storica firma del vaticanismo italiano, ricorda bene l’attacco del pezzo che scrisse per La Repubblica quel 13 maggio 1981. Raúl Eduardo Vela Chiriboga appeared first on ZENIT - Italiano. Nel suo racconto, Ağca spiega come l’ayatollah gli avrebbe ordinato, in turco, di “uccidere il Papa in nome di Allah”; “Tu devi uccidere il portavoce del diavolo in terra, il vicario di Satana in questo mondo. Questo oggi non sarebbe possibile… Però il Papa si muove, esce molto dal Vaticano, va in giro per il mondo in continuazione. “Nella fantomatica conquista di Roma da parte degli estremisti c’è anche l’uccisione del Papa. Ma si tratta, Grazie del commento. Soccorso immediatamente, il papa fu subito trasportato al vicino Policlinico Gemelli, perdendo coscienza durante il tragitto. Copyright © 2020 | MH Magazine WordPress Theme by MH Themes, Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus. Nel suo racconto, Ağca spiega come l'ayatollah gli avrebbe ordinato, in turco, di "uccidere il Papa in nome di Allah": "Tu devi uccidere il portavoce del diavolo in terra, il vicario di Satana in questo mondo. Le motivazioni che avrebbero portato l’URSS a preparare l’attentato non sono state chiarite; probabilmente, l’Unione Sovietica temeva l’influenza che un Papa polacco poteva avere sulla stabilità dei loro Paesi satelliti dell’Europa Orientale, in special modo la Polonia. Sia morte al capo degli ipocriti, alla guida degli infedeli. Due colpi sparati in piazza San Pietro rompono la festa di quanti si trovano a Roma, il 13 maggio del 1981, per l’udienza generale del Papa. Igor Sikorsky diventa la prima persona a pilotare un aeroplano quadrimotore. Quindi la possibilità di attentato è da tenere in conto”. Silvia verso la sua fine. molto grosso. [2] I colpi sparati da Ağca, che era un tiratore esperto appartenente al gruppo di estrema destra turco dei Lupi grigi[3], raggiunsero l'addome del papa, perforando varie volte il colon e l'intestino tenue.[4]. Ma che cosa riuscì a capire dei moventi e dei fini di quello sciagurato?». Il 5 agosto i medici del Gemelli lo operarono ancora. D'altro lato, l'inchiesta su un vasto traffico di armi e droga condotta dal giudice Carlo Palermo negli anni ottanta, rivelò che i boss turchi Abuzer Ugurlu e Bekir Celenk, per agire in tranquillità, lavoravano come "agenti doppi", sia per l'est sia per l'ovest[31]. L’uomo, un sacerdote spagnolo di nome Juan María Fernández y Krohn, si opponeva alle riforme del Concilio Vaticano II e definiva il papa un “agente di Mosca”. “La previsione psicologica era che il Papa morisse”, spiega Accattoli. Le motivazioni che avrebbero portato l'URSS a preparare l'attentato non sono chiare. Eri una foglia che non sapeva di essere parte di Oggi ha 55 anni, vive in un convento a Genova. Che ricorda come il pensiero maggiormente diffuso in quelle ore febbrili fosse il rischio della morte del Papa. Sono sicuro che mai conquisteranno Roma perché è contro ogni evidenza dell’attuale compagine mondiale, ma non posso essere sicuro che non riescano ad attentare al Papa”. Wojtyla l’ha interpretato come un intervento provvidenziale dall’alto e ne ha parlato così per tutto il pontificato, fino alla pubblicazione del messaggio di Fatima nel 2000 e alla beatificazione dei due pastorelli. Dal 14 agosto al 30 settembre il papa trascorse la convalescenza a Castel Gandolfo.[12]. Faremo il possibile, è un argomento un po' complicato e lungo per un post ma p, In effetti è difficile da credere, vista la differenza qualitativa tra i due velivoli. Sia morte al capo degli ipocriti, alla guida degli infedeli. un albero”. Il 13 maggio 2000 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli concesse la grazia: Ali Ağca, estradato dall'Italia, fu condotto dalla prigione di Ancona dove risiedeva, nel carcere di massima sicurezza di Kartal (Turchia), nel quale finì di scontare la pena di dieci anni di reclusione (originariamente una pena di morte, poi ridotta per effetto di un'amnistia) per l'assassinio del giornalista Abdu Ipekci, avvenuto nel 1979. E due connazionali tra le 14 vittime ne fanno le spese. Che ricorda come il pensiero maggiormente diffuso in quelle ore febbrili fosse il rischio della morte del Papa. “Può darsi, ma non a Roma”, afferma il giornalista. "Ecclesia in Urbe". Peraltro, quel 13 maggio 1981 ha segnato una svolta per la figura del Papa per secoli così “ultra sicura, intangibile” sulla sua sedia gestatoria, scortata dalle Guardie nobili. Ma che cosa riuscì a capire dei moventi e dei fini di quello sciagurato?». Il luogo dell’attentato a Giovanni Paolo II, contrassegnato da una lapide. 1969-2019 da 50 anni nel futuro. Quello che ci siamo detti è un segreto tra me e lui. L’attentatore venne in seguito condannato all’ergastolo dalla giustizia italiana per attentato a Capo di Stato estero. Laurea triennale in Scienze della comunicazione, informazione e marketing e Laurea specialistica in Editoria e Giornalismo presso l'Università LUMSA di Roma. Nel contesto della Guerra di secessione americana, la regina Vittoria del Regno Unito emana un "proclama di neutralità" che riconosce gli Stati Confederati d'America come aventi diritto alla belligeranza. Era questo, mi creda, che lo sconvolgeva: il dover ammettere che c’era stato Qualcuno o Qualcosa che gli aveva mandato all’aria il colpo». […]. Un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede ha, infine, messo in relazione l’attentato al Papa con l’ultimo dei Segreti di Fatima dato che l’evento ha luogo nel giorno della ricorrenza della prima apparizione della Madonna ai tre pastorelli portoghesi. Analisi di uno scherzo che può trasformarsi in problema, Risultati elezioni europee 2019: Movimento 5 Stelle ancora primo partito in Campania, Esplosione a Terzigno, il boato è arrivato fino a Boscoreale. In ambulanza il papa è assistito dal suo medico personale, Renato Buzzonetti. Giovanni Paolo non fece mai, né nel rievocare quell’episodio né in tutto il resto della conversazione, il nome di Dio o della Provvidenza. Così è stato per tutto il pontificato di Paolo VI”. Questo prima non c’era, era impossibile perché il Papa in passato non dava l’idea di essere esposto. Una relazione di minoranza della stessa commissione negò questa tesi; tuttavia, altri documenti scoperti negli archivi sovietici e resi pubblici nel marzo 2005 supporterebbero la tesi che l’attentato sia stato commissionato dall’Unione Sovietica tramite il KDS bulgaro[6]. INVESTIMENTI E RICERCA SULLA PROVINCIALE PER VAL BREMBILLA. [13] Subito dopo, Calcara e i due mafiosi tornarono a Milano: lì Furnari e Santangelo uccisero il turco e Calcara li aiutò a seppellirlo nelle campagne di Calderara. Ora è del tutto chiaro che il Papa è esposto e questo è evangelico, è verità umana e cristiana”. Il riscontro principale, cioè il rinvenimento del cadavere del turco, non s'è mai verificato. Si trattava del sacerdote spagnolo Juan María Fernández y Krohn, che si opponeva alle riforme apportate del Concilio Vaticano II e definiva il Papa un “agente di Mosca”. Una relazione di minoranza della stessa commissione negò questa tesi; tuttavia, altri documenti scoperti negli archivi sovietici e resi pubblici nel marzo 2008 supporterebbero la tesi che l'attentato sia stato commissionato dall'Unione Sovietica tramite il KDS bulgaro[26]. Poche perché il Novecento è infinitamente piccolo e incredibilmente complesso rispetto all'insieme. Frasi del film Il 27 dicembre del 1983, Wojtyla si recò nel carcere di Rebibbia per incontrare e perdonare Ağca: “Ho parlato con lui come si parla con un fratello, al quale ho perdonato e che gode della mia fiducia”. Era il giorno dell’attentato al Papa, il giorno in cui il mondo si fermò e con il fiato sospeso attese la sorte del Pontefice polacco. Ma in tutto quello che mi è successo quello stesso giorno, ho sentito che la straordinaria protezione materna e attenta si rivelò essere più forte del proiettile mortale.», Dimesso dal nosocomio il 3 giugno, il Papa fu di nuovo ricoverato il 20 dello stesso mese per una grave infezione da cytomegalovirus, attribuita al precedente intervento. [26] La difesa delle autorità bulgare è in parte avvalorata dal fatto che i Lupi grigi erano in effetti al comando del Counter-Guerrilla, il braccio in Turchia della rete "stay behind" Gladio[27][28][29][30], sostenuta segretamente dalla CIA e da altri servizi segreti occidentali. Mi insulti pure ma risolva i problemi della Campania”, Covid, Speranza: “Non sarà un Natale come gli altri, il virus non scompare”, Zona rossa: Puglia, Basilicata e Liguria verso la stretta, Coronavirus, l’immunità potrebbe durare per anni: lo rileva uno studio, Coronavirus, in Francia superati i 2 milioni di casi, Iraq, quattro razzi lanciati contro ambasciata Usa a Baghdad, Coronavirus: “Il collutorio può ridurre del 99% la carica virale”: lo studio, Zone rosse, Speranza a Regioni: “Dialogo sempre aperto”, Festa del lavoro: ecco perché si festeggia il 1° maggio, Almanacco del giorno 19 marzo: ecco cosa accadde oggi, Chi è Anita Ekberg? Egli ha ripetutamente cambiato versione sulla dinamica della preparazione dell'attentato, a volte affermando addirittura di aver avuto aiuti per compiere l'assassinio del Papa dall'interno del Vaticano, o collegando la sua detenzione con la sparizione di Emanuela Orlandi. Un altro tentativo di assassinio di Giovanni Paolo II avvenne il 12 maggio 1982 a Fatima, quasi un anno dopo il primo attentato: un uomo tentò di colpire il papa con una baionetta, ma fu fermato dai servizi di sicurezza. Le differenze rispetto alla rivelazione di Suor Lucia sono tuttavia notevoli: piazza San Pietro non è una ripida montagna e al centro c'è un obelisco egizio, non una grande croce di tronchi grezzi. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 28 ott 2020 alle 23:12. In ambulanza [il papa] è assistito dal suo medico personale, Renato Buzzonetti. Biografie in PDF GRATIS sparizione di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno del 1983. Il secondo proiettile […] ha fratturato l’indice della mano sinistra del pontefice, gli ha ferito di striscio il braccio destro appena sopra il gomito e ha colpito al braccio sinistro un’altra turista statunitense, Rose Hall. Ma di una cosa mi resi conto con chiarezza: che Alì Agcà era rimasto traumatizzato non dal fatto di avermi sparato, ma dal fatto di non essere riuscito, lui che come killer si considerava infallibile, a uccidermi. In Italia, entra in vigore la Legge Basaglia, che abolisce i manicomi. Ripercorrendo le vicende di quel giorno e i fatti storici di questa tredicesima giornata di maggio. Dopo varie versioni e reticenze, Ağca indicò come complici tre cittadini bulgari: Serghei Antonov, funzionario della sede di Roma della compagnia aerea Balkan Air con funzioni di caposcalo all’aeroporto di Fiumicino; Jelio Vassilev, segretario dell’addetto militare dell’ambasciata bulgara a Roma; Todor Ajvazov, responsabile dell’ufficio amministrativo della medesima sede diplomatica; secondo Ali Ağca, la pianificazione dell'attentato sarebbe maturata in Bulgaria, dove Abuzer Ugurlu (capo della mafia turca che ospitò Ağca a Sofia) e Bekir Celenk (contrabbandiere di armi e droga e tramite fra i Lupi grigi e i servizi segreti bulgari)[19] gli avrebbero offerto tre milioni e mezzo di marchi per sparare al papa mentre i bulgari Antonov, Vassilev e Ajvazov gli avrebbero garantito supporto logistico a Roma: i tre, precisa, lo avrebbero accompagnato il 13 maggio in Piazza San Pietro, pronti ad intervenire per facilitare poi la sua fuga all'estero attraverso l'ambasciata bulgara[20][21][22]. Giovanni Paolo II fu colpito due volte, perdendo molto sangue. Inserito su 13 Maggio 2016 da diego80 in ACCADDE OGGI. L’intervento è portato a termine con successo. Le autorità bulgare si sono difese dichiarando che Ali Ağca lavorava per un’organizzazione anti-comunista guidata dai servizi segreti italiani e dalla CIA. «Carità cristiana...». Un altro tentativo di assassinio di Giovanni Paolo II, meno conosciuto, avvenne il 12 maggio del 1982 a Fatima, quasi un anno dopo il primo: un uomo tentò di colpire il papa con una baionetta, ma fu fermato dalla sicurezza. Questo prima non c’era, era impossibile perché il Papa in passato non dava l’idea di essere esposto. Le lunghe indagini non portarono mai alla scoperta dei veri mandanti dell’attentato. I due parlarono da soli per lungo tempo e la loro conversazione è rimasta ancora oggi privata. Un chicco di riso ed una scacchiera mettono in ginocchio il Faraone, Estati di vecchi tempi Giochi senza frontiere, « Sono le 17.17. Le lunghe indagini non portarono mai alla scoperta dei veri mandanti dell'attentato. “È mutata la percezione del Papa – sottolinea Accattoli – Tutti, oggi, guardandolo tra la folla pensiamo ‘potrebbero sparargli’. | Anche i giornalisti, da parte loro, dovettero adattarsi ai mutamenti in atto: “Abbiamo dovuto imparare il linguaggio specialistico per capire tutto”, sottolinea lo storico vaticanista. Un attentato, quello al Pontefice, che ha lasciato il mondo con il fiato sospeso e sul quale non è mai stata fatta chiarezza fino in fondo. Ma che cosa riuscì a capire dei moventi e dei fini di quello sciagurato?». Celebrazione Eucaristica sull’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro The post 22 novembre, Papa Francesco: consegna della Croce delle Giornate Mondiali della Gioventù appeared first on ZENIT - Italiano. Un altro tentativo di assassinio di Giovanni Paolo II avvenne il 12 maggio 1982 a Fatima: un uomo tentò di colpire il papa con una baionetta, ma fu fermato dalla sicurezza. Due anni dopo, nel Natale del 1983, Giovanni Paolo II volle incontrare il suo attentatore in prigione e rivolgergli il suo perdono. Il Pontefice affermò sempre che la Vergine Maria avrebbe "deviato i proiettili" e salvato la sua vita quel giorno. “È mutata la percezione del Papa – sottolinea Accattoli – Tutti, oggi, guardandolo tra la folla pensiamo ‘potrebbero sparargli’. Il 29 marzo 1986 la Corte d'Assise di Roma assolse per insufficienza di prove Antonov, Vassilev, Ajvazov, Serdar Celebi e Celik perché Ali Ağca non venne ritenuto credibile dai giudici mentre Omar Bagci venne condannato a tre anni e due mesi di carcere; il 19 dicembre 1987 la sentenza sarà confermata in appello[24]. “La convinzione che però mi sono fatto, a livello personale, nel corso degli anni, è che di fronte a un fatto così complesso dovremmo dare l’interpretazione minima sufficiente. Ali Ağca ha sempre fatto dichiarazioni contraddittorie e confuse sulla vicenda, anche collegando la sua detenzione con la sparizione di Emanuela Orlandi. Secondo alcuni, la "pista bulgara" venne creata a tavolino dal SISMI perché, secondo il pentito Giovanni Pandico, Ali Ağca venne visitato nel carcere di Ascoli Piceno dal generale Pietro Musumeci e dal faccendiere Francesco Pazienza per convincerlo a collaborare, con la partecipazione di Raffaele Cutolo, boss camorrista detenuto-padrone del carcere, e del cappellano Mariano Santini, affiliato cutoliano[32][33]. Il sicario fu arrestato immediatamente e poi condannato all'ergastolo dalla magistratura italiana. Così è stato per tutto il pontificato di Paolo VI”. Mi resi conto allora che era tutto vero….”. Un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede analizza l'attentato mettendolo in relazione con l'ultimo dei Segreti di Fátima[43]. I servizi segreti, l'attentato, Emanuela Orlandi, Documento conclusivo presentato dalla maggioranza sui risultati dell'inchiesta, si veda in particolare il capitolo terzo, Documento conclusivo presentato dall'opposizione sui risultati dell'inchiesta, si veda in particolare il capitolo secondo, La relazione finale non messa ai voti per mancanza del numero legale, Attentati alle ambasciate statunitensi del 1998, Teoria del complotto sull'attentato di via Rasella, Teoria del complotto sul genocidio bianco, Ipotesi sull'elezione papale di Giuseppe Siri, Teoria del complotto sull'attacco di Pearl Harbor, Teoria del vaccino orale antipolio sull'origine dell'AIDS, High Frequency Active Auroral Research Program, Teorie del complotto sul riscaldamento globale, Complesso militare-industriale e politico, Leggenda sulle coincidenze Lincoln-Kennedy, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Attentato_a_Giovanni_Paolo_II&oldid=116310795, Storia dell'Italia nel secondo dopoguerra, Voci con modulo citazione e parametro pagine, Errori del modulo citazione - date non combacianti, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Ugo Boncompagni viene eletto papa. 295 C.P.). Ma c’e anche chi ha collegato il tentato omicidio al Kgb, in collaborazione con la Stasi, e chi ha parlato (in modo fantasioso) di un coinvolgimento di Cosa Nostra. Ağca subito si diede alla fuga nella piazza gremita, ma fu poco dopo catturato. Nel 1985, la Procura della Repubblica di Roma avviò una nuova inchiesta giudiziaria per chiarire le complicità di Ağca, condotta dai giudici Antonio Marini e Rosario Priore, che nel 1998 si concluse con l'archiviazione[18][36]. Costruzione Macchine Speciali. Giovanni Paolo non fece mai, né nel rievocare quell’episodio né in tutto il resto della conversazione, il nome di Dio o della Provvidenza. [6] La difesa delle autorità bulgare è in parte avvalorata dal fatto che i Lupi grigi erano in effetti al comando del Counter-Guerrilla, il braccio in Turchia della rete “stay behind” Gladio[7][8][9][10], sostenuta segretamente dalla CIA e da altri servizi segreti occidentali. “Noi sapevamo tutto”, spiega il vaticanista, “e questa fu una grande trasformazione per l’epoca perché se c’era una cosa totalmente tabù era la salute del Papa. Mesi … L’anestesista gli toglie l’anello dal dito. A queste informazioni si aggiunse quella del coinvolgimento di Cosa Nostra nell'attentato, di cui parlò il collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara al giudice Rosario Priore nel corso di un interrogatorio nel 1997: egli raccontò di essere stato personalmente incaricato dall'imprenditore massone Michele Lucchese (vicino al boss Francesco Messina Denaro) di recarsi a Roma il 12 maggio 1981, per incontrare Saverio Furnari e Vincenzo Santangelo (due mafiosi di Castelvetrano) con cui avrebbe dovuto prelevare il giorno successivo due turchi armati in piazza San Pietro; venti minuti dopo l'attentato, all'appuntamento si presentò solo uno dei due uomini, molto agitato e scortato dal bulgaro Serghei Antonov. […] «Parlai con quell’uomo», disse, «dieci minuti, non di più: troppo poco per capire qualcosa di moventi e di fini che fanno certamente parte di un garbuglio… si dice così?… molto grosso. La commissione Mitrokhin del Parlamento italiano[5], però, analizzando documenti provenienti da Germania ed Ungheria, stilò una relazione di maggioranza, secondo la quale l’attentato sarebbe stato progettato dal KGB in collaborazione con la Stasi, i servizi segreti dellaGermania Est, con l’appoggio di un gruppo terroristico bulgaro a Roma, che a sua volta si sarebbe rivolto ai Lupi grigi, un gruppo turco di estrema destra di cui Ali Ağca faceva parte. Facebook Twitter Pinterest Giovanni Paolo II: era il 13 maggio 1981 quando il Papa subiva un attentato in Piazza San Pietro. Tu devi uccidere il portavoce del diavolo in terra, il vicario di satana in questo mondo. “Nella fantomatica conquista di Roma da parte degli estremisti c’è anche l’uccisione del Papa. Soccorso immediatamente, fu sottoposto ad un intervento di 5 ore e 30 minuti[1], riuscendo a sopravvivere: Dimesso dal Policlinico Gemelli il 3 giugno, viene di nuovo ricoverato il 20 dello stesso mese per una grave infezione. Fu condannato a sei anni di prigione e poi espulso dal Portogallo. Quindi la possibilità di attentato è da tenere in conto”. La sensazione che si era diffusa, anche in base alle indiscrezioni che arrivavano dal Gemelli, era infatti che la morte del Santo Padre fosse immediata”. Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma. Note biografiche The post Telegramma del Santo Padre per la morte dell’Em.mo Card. Il polso è quasi impercettibile. Nel 2013 ha suscitato una nuova polemica la dichiarazione, contenuta nell'autobiografia del terrorista turco, secondo il quale il mandante "morale" dell'attentato sarebbe stato l'ayatollah Khomeini[42].

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