basilica di santa sabina riassunto

La cappella è a pianta quadrata e presenta, nelle pareti e nella cupola, affreschi di Federico Zuccari con scene della vita del santo. Oggi restano solo quelli della controfacciata, con una lunga scrittura a sette righe a lettere oro su fondo azzurro che ricorda la data della fondazione, il fondatore e il ponteficie sotto il quale la costruzione avvenne. È una basilica paleocristiana eretta da Pietro d’Illiria tra 422 e 432 su una domus di una matrona romana, identificata con la santa umbra. Durante i restauri del portale ligneo nel 1836, il restauratore ritoccò il volto del faraone in procinto di annegare, nel pannello relativo al Passaggio del Mar Rosso da parte degli ebrei, raffigurandovi Napoleone, morto quindici anni prima. riportarono la chiesa - trasformata in lazzaretto a partire dal 1870, in seguito alla soppressione dei monasteri - alla struttura originaria. Registrati al sito per restare aggiornato sulle ultime pubblicazioni e sui nostri servizi. In origine era costituita da 28 riquadri ma ne sono rimasti 18, tra i quali vi è quello raffigurante la Crocifissione, che è la più antica raffigurazione conosciuta di questo evento. [7] La leggenda vuole che le cinque arance candite, donate da Caterina da Siena a papa Urbano VI nel 1379, siano state colte dalla santa proprio da questa pianta. } Basilica di Santa Sabina Venne eretta fra il 422 e il 432. { Tipologie di verde, metodi di analisi e strumenti di gestione. {{::mainImage.info.license.name || 'Unknown'}}, {{current.info.license.usageTerms || current.info.license.name || current.info.license.detected || 'Unknown'}}, Uploaded by: {{current.info.uploadUser}} on {{current.info.uploadDate | date:'mediumDate'}}. La consolle, a due tastiere e pedaliera concavo-radiale, è collocata, invece, sul lato destro del presbiterio, al lato dell'altar maggiore. Sulle navate era poi riportato un ciclo di immagini con scene del Nuovo e Antico Testamento, di cui non si ha più alcuna traccia. In prossimità del presbiterio vi è la Schola Cantorum, ricostruita nel 1936 su ispirazione di quella originaria paleocristiana del IX secolo, anche riutilizzando resti degli antichi plutei. La lettura iconografica complessiva della decorazione interna dell'edificio additerebbe quindi alla Chiesa allusa dalle Ecclesiae, profetizzata dai due principi degli apostoli, narrata nelle Scritture e sublimata dalla Chiesa romana, secondo un'elaborazione vicina alla Civitas Dei agostiniana. [12] Non si conoscono con precisione i motivi per cui sia stata scelta Santa Sabina: alcuni pensano che il papa, in vista delle fatiche quaresimali, si ritirasse lassù per alcuni giorni di riposo. Gli affreschi negli sguanci e nell'emiciclo della cupola sono di Giovanni Odazzi (inizio del XVIII secolo) e rappresentano scene di vita di Santa Caterina e, nella cupola, la Gloria della Santa in Paradiso. Sotto il quadriportico della chiesa, i saggi archeologici hanno rinvenuto una strada antica parallela al Vicus Armilustri (più ad ovest), forse il Vicus Alto. È anch'essa a pianta quadrangolare, sormontata da cupola, progettata e decorata da Giovan Battista Contini nel 1671. Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale. [2], Santa Sabina è la prima stazione quaresimale, dove il Papa presiede la messa del mercoledì delle Ceneri al termine di una processione penitenziale che dal 1962 parte dalla vicina chiesa di Sant'Anselmo all'Aventino (originariamente la processione partiva dalla basilica di Sant'Anastasia al Palatino[11]). [8], Sempre a Domenico è legata anche la storia della pietra nera di forma rotonda su una colonna tortile a sinistra della porta di ingresso: è chiamata Lapis Diaboli, ossia "pietra del diavolo" perché, secondo la leggenda, sarebbe stata scagliata dal diavolo contro Domenico mentre pregava sulla lastra marmorea che copriva le ossa di alcuni martiri, mandandola in pezzi. Nel III secolo furono rifatti alcuni ambienti, usando laterizi e realizzando probabilmente un impianto termale. L’edificio è quasi completamente spoglio. [4] I restauri di Antonio Muñoz furono condotti in due fasi: 1914-19 e 1936-37, Il campanile venne costruito nel XII o XIII secolo e rifatto in epoca barocca. Come risulta da alcune iscrizioni ritrovate nei pressi della basilica (CIL VI, 364 e CIL VI, 365), vicino alla chiesa sorgeva il tempio di Giunone Regina, 24 colonne del quale furono riutilizzate per l'edificazione della chiesa. Al centro della navata vi è quella relativa alla sepoltura di fra' Muñoz di Zamora, generale dei Domenicani, realizzata nel 1300 e decorata a mosaico, a differenza delle altre, da Jacopo Torriti o Fra Pasquale da Viterbo. Sull'altare si trova una copia della tela di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato realizzata nel 1643 e quindi precedentemente all'edificazione della cappella, che rappresenta la Madonna del Rosario assisa in trono con ai lati i santi Domenico e Caterina, oggi esposta nel museo della basilica. La chiesa fu costruita dal sacerdote Pietro di Illiria tra il 422 e il 432, sotto il pontificato di Celestino I. A ridosso delle mura furono costruiti numerosi edifici. Decorazione in opus sectile della navata centrale. Gli altri porporati, presi dal terrore del contagio, abbandonarono la chiesa. All'interno la chiesa è chiaramente ad impianto basilicale a tre navate, divise da dodici colonne doppie antiche, provenienti da un monumento tardo-imperiale, probabilmente mai messo in opera, e grande abside semicircolare in corrispondenza della navata centrale . Lo strumento è a trasmissione elettrica e dispone di 38 registri. Its decorations have been restored to their original restrained design. Egli poi gettò via i frammenti, successivamente ritrovati e ricomposti, oggi visibili al centro della schola cantorum. Vi sono rappresentate scene dall'Antico e dal Nuovo Testamento, fra cui le storie di Mosè, di Elia, dell'Epifania, dei miracoli di Cristo, della Crocifissione e dell'Ascensione. I cardinali tornarono a riunirsi a Santa Sabina solo il 22 febbraio 1288 e quello stesso giorno elessero - forse come premio allo stoicismo del cardinale che da quel palazzo non si era mai mosso - Gerolamo Masci che prese il nome di papa Niccolò IV. Chiese stazionali, www.domenicani.net/page.php?id_cat=3&id_sottocat1=92&id_sottocat2=219&id_sottocat3=327&titolo=Santa+Sabina, Chiese parrocchiali della diocesi di Roma, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Basilica_di_Santa_Sabina&oldid=116719221, Errori del modulo citazione - citazioni che usano parametri non supportati, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Collegamento interprogetto a Wikibooks presente ma assente su Wikidata, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. else $("#fbLogin").attr("href", $("#fbLogin").attr("href") + "&state=" + encodeURIComponent(document.URL.toString())); L'abside era anch'essa decorata a mosaico e, nel catino absidale, vi è un affresco del 1569 di Taddeo Zuccari, raffigurante Gesù, gli Apostoli e i Santi sepolti nella Basilica. È una delle basiliche minori di Roma e su di essa insiste l'omonimo titolo cardinalizio. [2], Nel IX secolo, la chiesa venne inglobata nei bastioni imperiali. } È possibile, in realtà, che la pietra nera fosse pertinente al tempio di Giunone, come altre analoghe ritrovate in Roma. Fu ingrandita nei secoli seguenti e, nel IX, inglobata nei bastioni imperiali. Your input will affect cover photo selection, along with input from other users. Si racconta che Domenico avesse portato con sé un pollone dalla Spagna, sua terra d'origine, e che questa specie di frutto sia stato il primo ad essere trapiantato in Italia. L'abside è coronata da un arco trionfale con le immagini di apostoli, rifatti nel XX secolo, sulla base di una copia seicentesca di Giovanni Giustino Ciampini, che ritrasse alcune delle opere antiche della chiesa, prima che queste venissero distrutte per rifacimenti. Si accede alla chiesa anche attraverso un portale, preceduto da un piccolo portico con tre arcate, situato sul lato destro. Dei rifacimenti barocchi rimangono soltanto le due cappelle laterali a pianta quadrangolare coperte a cupola, dedicate a san Giacinto (a destra) e a Caterina da Siena (a sinistra) coperte da un tiburio. L'arco trionfale ha dei medaglioni che seguono la forma dell'arco con cristo nel mezzo con una colomba a rappresentare lo spirito santo, i busti dei 12 apostoli ed alle estremità le città sacre: Betlemme e Gerusalemme. { Nella basilica vi è l'organo a canne Mascioni opus 494[17], costruito nel 1936 nell'ambito dei restauri di ripristino dell'aspetto paleocristiano della chiesa ed inaugurato ufficialmente nel 1938, come indicato da un'iscrizione collocata nell'edificio stesso. [email protected], Ci trovi su Skype (redazione_tesi) Le lastre marmoree laterali sono decorate con motivi vegetali, animali ed altri motivi della simbologia cosmogonica. Solo uno rimase a Santa Sabina: il cardinale Gerolamo Masci. For faster navigation, this Iframe is preloading the Wikiwand page for, Note: preferences and languages are saved separately in https mode. Un'arte sommaria, ad intaglio secco, molto diretta, anche perché doveva essere compresa dalla plebe, in quanto esposta in un luogo di culto pubblico. Would you like to suggest this photo as the cover photo for this article? Roma Giardino d'Europa. Oppure utilizza il tuo account $("#googleLogin").attr("href", $("#googleLogin").attr("href")+ "&state=" + encodeURIComponent(document.URL.toString())).removeAttr("id"); $("#googleLogin").attr("href", $("#googleLogin").attr("href")+ "&state=" + encodeURIComponent(document.querySelector("link[rel='canonical']").href)).removeAttr("id"); La chiesa non ha facciata: essa è inglobata nell'atrio che ricalca la pianta dell'antico nartece, uno dei quattro bracci dell'antico quadriportico, attualmente all'interno del monastero domenicano. Non c'è nessuna ricerca prospettica, le figure poggiano su una parete che simula dei mattoni, e le croci si intuiscono solo dietro la testa e le mani dei ladroni: nei primi tempi del Cristianesimo c'era il divieto di rappresentare Cristo nel suo supplizio, fra l'altro essendo ancora vivo il ricordo della morte in croce quale pena riservata agli schiavi. Secondo la leggenda nel 753, mentre Romolo scelse il colle Palatino, Remo preferì l' Aventino come sede per la fondazione della città. [5], Nel 1219 la chiesa fu affidata da papa Onorio III a Domenico di Guzmán e al suo ordine di frati predicatori, che da allora ne hanno fatto il loro quartier generale. La basilica di Santa Sabina all'Aventino è un luogo di culto cattolico del centro storico di Roma, situato sul colle Aventino, nel territorio del Rione XII Ripa. Quell'anno Roma fu colpita da una terribile epidemia di malaria, che fece sei morti anche tra i cardinali in conclave. L’interno della basilica si compone di 1 ampia navata centrale (che si conclude in 1 maestosa abside) affiancata da 2 navate laterali. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 17 nov 2020 alle 10:00. Gli scavi all'interno della basilica hanno reso resti più interessanti: alcune abitazioni dell'inizio dell'età imperiale con magnifici mosaici. Cristo è rappresentato con dimensioni maggiori, a significare la sua superiorità morale. Noi verifichiamo le corrispondenze online e puoi ottienere un certificato di eccellenza per valorizzare il tuo lavoro. [9] In realtà la lapide fu spezzata dall'architetto Domenico Fontana durante il restauro del 1527 per spostare la sepoltura dei martiri. L'appello del Papa alla conversione fa breccia tra i fedeli, Le chiese stazionali di Roma. La basilica di Santa Sabina all'Aventino è un luogo di culto cattolico del centro storico di Roma, situato sul colle Aventino, nel territorio del Rione XII Ripa. Ai lati dell'iscrizione sono raffigurate le due Ecclesiae, quella ex gentibus e quella ex circumcisione, a sancire che la Chiesa di Cristo è nata dalla conversione dei pagani e degli ebrei, rispettivamente. [10], Nel 1287 la chiesa fu sede di conclave: qui, nell'aprile di quell'anno, si riunirono i cardinali alla morte di papa Onorio IV per eleggere il successore. Un itinerario quaresimale, Le chiese di Roma. È di legno di cipresso ed è singolare che la porta sia rimasta nella sua sede originaria, giungendo in ottime condizioni sino a noi, sia pure con alcuni restauri e con l'aggiunta successiva della fascia decorativa a grappoli e foglie d'uva, che circonda i singoli riquadri. Spicca anche un piccolo tempio in antis con due colonne di peperino fra le ante, che doveva risalire al III secolo a.C.: un muro in opera reticolata lo sigillò chiudendone gli intercolumni, inglobandolo nella ricca domus del I secolo d.C. dalla quale provengono i mosaici.

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