genesi 32 commento

7 dell’epist. No, ma ha trovato il suo posto sulla croce fra due briganti condannati a morte. Il figliuol prodigo può, per umiltà, volersi fare servo; ma dal momento che si tratta di merito, non è in effetti degno nemmeno di occupare il posto di servo; non gli resta che accettare ciò che il padre trova buono di dargli, cioè il posto più elevato, quello della comunione con Lui stesso. Mandò dinanzi a loro un uomo. L’apostolo poteva dire ai Tessalonicesi: «Vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire all’Iddio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figliuolo» (1 Tess. La grazia ci raggiunge nella più infima delle condizioni. Si può dire che tutta la storia d’Israele sia riassunta in queste due figure: «la fornace fumante» e la «fiamma di fuoco». Si potrebbero moltiplicare le citazioni per provare che la teoria del miglioramento graduale della vecchia natura è falsa ed erronea, e per provare che questa vecchia natura è morta e assolutamente incorreggibile; la sola cosa che possiamo fare è di tenerla «sotto i piedi» nella potenza di questa nuova vita che possediamo in virtù della nostra unione col nostro Capo risuscitato nei cieli. No, certamente; al contrario, tutto manifesta la malvagità del cuore dell’uomo che lo porta a rigettare la testimonianza di Dio, che è chiaramente rivelata, e ad addurre a pretesto, per giustificare questo rigettamento, il decreto di Dio, mistero profondo conosciuto da lui solo. E io altresì ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra (o su questa roccia) edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere» (Matteo 16:17-18). Gli arcieri l’hanno provocato, gli han lanciato dei dardi, l’hanno perseguitato, ma l’arco suo è rimasto saldo; le sue braccia e le sue mani sono state rinforzate dalle mani del potente di Giacobbe, da colui che è il pastore e la roccia d’Israele, dall’Iddio di tuo padre che t’aiuterà, e dall’Altissimo che ti benedirà con benedizioni del cielo di sopra, con benedizioni dell’abisso che giace di sotto, con benedizioni delle mammelle e del seno materno. Ritorniamo ora alla storia di Noè, e consideriamolo nella sua nuova posizione. Questa parabola è un richiamo solenne per tutti i cristiani che citano in tribunale; benché nella conclusione sia detto: «Così vi farà anche il Padre mio celeste se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello», il principio, tuttavia, ha un’applicazione generale e ci dimostra che colui che ha fatto ricorso alla giustizia ha perduto il sentimento della grazia. La casa e la presenza di Dio non incutono alcuna paura all’anima che conosce l’amore di Dio come si è manifestato nel sacrificio di Cristo. «L’Aurora dall’alto ci ha visitati» (Luca 1:78). Lettore, fermatevi e chiedetevi nella presenza di Colui che investiga i cuori, a quale di queste due classi di persone appartenete. «Io sono straniero e avventizio fra voi; datemi la proprietà di un sepolcro fra voi, affinché io seppellisca il mio morto, e me lo tolga d’innanzi». 3:2-3). 34-36). Così ragiona la fede. Lo scopo di Dio è di introdurci nella sua presenza come adoratori, con cuori e menti ammaestrati e condotti dalla sua santa Parola. La creazione e la provvidenza erano impotenti. Ed ora chi potrebbe toccare coloro che si sono, per la fede, rifugiati all’ombra della croce? La stessa vita scende dalla Testa che è nel cielo, e si spande in tutti i membri sulla terra. L’uomo apprezza ciò che vede perché è condotto dalla vista e non dalla fede. Nulla può toccare questa posizione. Il suo parlare era: «Io confido in te; — a te fui affidato fin dalla mia nascita» (Salmi 16:1; 22:10). E ovunque la religione dell’uomo e la religione della fede si incontrano, vi è lotta. 20, ha confessato e giudicato l’interdetto per molto tempo serbato nel cuore; al cap. «Abrahamo credette Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia». Ma ora il Figliuolo è rigettato e tutti quelli che Lo conoscono e L’amano sono chiamati a partecipare al suo rigettamento, ad «uscire a Lui fuori del campo portando il suo vituperio» (Ebrei 13:13). Oh, Signore, fa’ che possa essere così di noi, per la tua grazia e per la potenza del tuo Spirito Santo! Il suo cuore non era meno propenso ad essere attirato dalle pianure irrigate, che quello di Lot; ma non lasciò che il suo cuore scegliesse. Dal momento che prendiamo consiglio dalla carne e dal sangue, pregiudichiamo la nostra testimonianza e il nostro servizio, poiché la carne e il sangue non possono obbedire. In uno, è la natura che gli è davanti, nell’altro è la presenza dell’Iddio Onnipotente. Dio sapeva ciò di cui avevamo bisogno e ce lo ha dato: sia benedetto il suo nome! Se Dio avesse ricevuto Abele in virtù di qualche cosa che fosse inerente alla sua persona, Caino avrebbe avuto ragione di irritarsi ed essere sdegnato; ma dal momento che Abele era ricevuto a causa della sua offerta, e non fu a lui ma ai suoi doni che il Signore rendeva testimonianza, la collera di Caino era totalmente priva di fondamento. Non si lascia ingannare nella posizione che Dio, nei suoi disegni, ha assegnata a Efraim e a Manasse. E perché? L’ultima parte di questo capitolo ci presenta uno spettacolo umiliante. Il figlio della schiava non poteva mai essere altro che quello che era. Come correggere un errore che consiste nell’abbandonare quello che solo può portare rimedio a tutto? 44: «Giuda rispose: che diremo al mio signore? Difatti il loro unico scopo, recandosi a Sodoma, sembra essere la liberazione di Lot, e questo grazie ad Abrahamo, come è scritto: «Così avvenne che quando Dio distrusse le città della pianura, egli si ricordò di Abrahamo e fece partire Lot di mezzo al disastro, quando sovvertì le città in cui Lot aveva dimorato» (vers. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Tale e la sorte di colui il cui cuore non è stato «reso saldo dalla grazia» (Ebrei 13:9).           Aveva forse dimenticato la preghiera che aveva fatto? Leggendo queste parti così interessanti del libro di Dio, «si scopre una mirabile concatenazione di avvenimenti provvidenziali che tendono tutti a un grande fine principale, cioè l’esaltazione dell’uomo che è stato nella cisterna e che, nello stesso tempo, raggiungono fini subordinati «affinché i pensieri di molti cuori siano rivelati» (Luca 2:35); Giuseppe doveva essere esaltato. No, certamente. Questi versetti dipingono in modo ammirevole il quadro «delle sofferenze di Cristo, e delle glorie che dovevano seguire» (1 Pietro 1:11). Ora si tratta di sapere se rifiuteremo di soffrire con lui da parte degli uomini, dopo che Egli ha sofferto per noi da parte di Dio. La fede non parla mai di quello che vuol fare; ma fa quello che può per mezzo della forza del Signore. In lui solo lo Spirito Santo ha potuto tracciare una vita perfetta quaggiù. Meglio morire di fame in Canaan, se è necessario, che vivere nell’abbondanza in Egitto. È dunque molto importante valutare le conseguenze pratiche che ne derivano: noi siamo riuniti intorno a un capo risuscitato e glorificato nei cieli. Dobbiamo realizzare che siamo morti in Cristo nostro capo e nostro rappresentante; che il nostro posto, nella natura e nel mondo, è fra le cose che erano: che la croce di Cristo è per noi ciò che fu il Mar Rosso per Israele, quello che ci separa per sempre dal paese della morte e del giudizio. Tutte le cose per le quali i figliuoli di questo secolo si tormentano ricercandole con tanto ardore, per le quali combattono con tanto accanimento, tutte saranno interamente bruciate. e nello stesso tempo quale fedeltà, fermezza e decisione! Il tempo sparisce, davanti ai miei occhi, perciò rinuncio a qualsiasi parte nell’eternità! «E il re di Sodoma gli andò incontro nella valle di Shaveh come egli se ne ritornava dalla sconfitta di Kedor-Laomer e dei re ch’erano con lui» (vers. Nei versetti 9-15 Dio rinnova la promessa a Giacobbe e gli conferma il nuovo nome di «principe», datogli da lui stesso in luogo di quello di «soppiantatore», e Giacobbe chiama ancora una volta quel luogo col nome di «Bethel». Egli ne soffre ed è sempre così quando non sappiamo raggiungere la posizione assegnataci da Dio. Ahimè! «E lo benedisse quivi» ma non gli rivelò il suo nome. Questa considerazione vale a semplificare, in maniera singolare, tutta la storia di questo patriarca e ad aumentarne l’interesse. Senza dubbio Lot fu salvato, ma lo fu «come attraverso il fuoco» (1 Cor. Camminare con Dio non vuol dire soltanto camminare secondo certe regole, oppure formare piani o prendere risoluzioni d’andare qui o là, di fare questo o quello; camminare con Dio vuol dire infinitamente più di tutto ciò, vuol dire vivere con Dio nella conoscenza del suo carattere, come ci è stato rivelato, e con l’intelligenza delle relazioni nelle quali ci troviamo con Lui. In Matt. Alcuni dicono purtroppo: «Non sono portato per lo studio della profezia». «Eccolo ora il tempo accettevole; eccolo ora il giorno della salvezza!» «Dio era in Cristo quando riconciliava il mondo a sè» (2 Cor. E benedetto sia l’Iddio Altissimo che t’ha dato in mano i tuoi nemici!» (vers. I due lati della medaglia sono così fortemente impressi in ogni scena della storia di Giacobbe. Vivendo superficialmente, sono pieni di speranza e di fiducia fintanto che vedono ciò che stimano essere un fondamento ragionevole di speranza d’un Dio invisibile. Lo scopo di Satana, così come la tendenza dei nostri cuori, è di farci rimanere indietro rispetto alle vie che Dio ha in ogni cosa e soprattutto per quanto riguarda il centro della nostra unità come cristiani. 18.1 Fede nella risurrezione «E i messi tornarono a Giacobbe, dicendo: siamo andati dal tuo fratello Esaù ed eccolo che ti viene incontro con quattrocento uomini. Il quale mistero, nelle altre età, non fu dato a conoscere ai figliuoli degli uomini nel modo che ora, per lo Spirito, è stato rivelato ai santi apostoli e profeti di Lui» (i profeti del Nuovo Testamento) «vale a dire, che i Gentili sono eredi con noi, membra con noi d’un medesimo corpo, e con noi partecipi della promessa fatta in Cristo Gesù mediante l’Evangelo» (Efesini 3:1-6). Esaminiamo ora il colloquio intercorso tra Giuseppe ed i suoi fratelli. Altri potevano scegliere la loro propria via; ma la sua via era di fare soltanto la volontà di Dio (Ebrei 10:7). Quando Dio parlò a Noè d’un prossimo giudizio, nessun segno lo preannunciava. «Abramo edificò quivi un altare all’Eterno che gli era apparso. «Allora Abramo levò le sue tende e venne ad abitare alle quercie di Mamre, che sono a Hebron, e quivi edificò un altare all’Eterno» (vers. Cristo sarà la nostra forza, e il nostro scudo; Egli «ammaestra le mie mani alla pugna e le mie dita alla battaglia» (Salmo 144:1). 8). 48:11 ci dà un prezioso esempio del modo con cui Dio si eleva al di sopra di tutti i nostri pensieri e si mostra superiore a ogni nostra paura. Man mano che avanziamo, facendo giorno per giorno nuove scoperte riguardo a ciò che siamo, abbiamo bisogno, per essere sostenuti, dell’incrollabile fondamento della grazia. «Poi chiamò la fame sul paese e fece mancare del tutto il sostegno del pane. 14). Il credente, invece, rimane calmo in mezzo alle circostanze e agli avvenimenti nei quali la natura non vede nulla su cui possa riposarsi. Cristo, sorgente della luce è ora invisibile: «la notte è avanzata»; il mondo non vede Gesù, ma la Chiesa lo vede ed è responsabile di riflettere la sua luce sopra un mondo immerso nelle tenebre. 2:12). Il nostro amore per Cristo si manifesta nel fare le cose che Egli ci ha comandato, e non nel dire: «Signore, Signore!». È così che gli Israeliti adorarono il serpente di rame, il quale pure, per un tempo, fu un mezzo di benedizione per essi; ma divenne un oggetto di venerazione superstiziosa dal momento che i loro cuori si furono ritratti dall’Eterno; e fu necessario che Ezechia lo facessi a pezzi come «un pezzo di rame». Bisogna che «Dio visiti», che «Dio faccia» e bisogna che la fede aspetti. non ebbe in Egitto né altare, né comunione con Dio. Più l’uomo si abbassa ai suoi propri occhi, più la grazia di Dio si eleva ed è magnificata. Ricevere ospitalità da qualcuno è un atto molto significativo; è l’espressione di una intera comunione con colui dal quale la si riceve (Apoc. Così, ogni cosa concorse al bene di Abramo e gli procurò una abbondante messe di benedizioni. Ismaele non era cambiato, ma Isacco era nato. E nessuno rimase con Giuseppe quand’egli si die’ a conoscere ai suoi fratelli» (cap. Possedeva ogni cosa da parte del Signore, la posizione, il rango, i privilegi, le speranze. Esaminiamo ora il secondo punto di cui abbiamo parlato più su, cioè la testimonianza. È pronta ad incamminarsi in una via sconosciuta in compagnia di colui che le ha rivelato un oggetto lontano e una gloria, unita a questo oggetto, gloria alla quale sta per essere innalzata. Si può essere certi che qualunque sia la visione del cuore naturale e la parte che essa prenderà, essa non metterà mai le mani sul tesoro della fede; egli cerca la sua parte in una direzione diametralmente opposta. Ci fa pensare ad una sera serena che conclude una giornata burrascosa; il sole, nascosto durante il giorno dalle nuvole e dai vapori, tramonta risplendente di maestà, indorando l’occidente e promettendo un radioso domani. 17:46-49). Solo Egli portò tutta l’ira di Dio. Questi santi erano salvati, Dio ne sia benedetto! 5-6). come sarò io mai in condizione di abitare in quella luce? 8.5 La prova: une carestia — soggiorno in Egitto Tuttavia dobbiamo considerare Noè sotto due punti di vista, come tipo e come uomo. 4:18). Il Signore lo sa; perciò, quando ci adagiamo sulle nostre circostanze invece di riposarci su lui, Egli ci visita e, in un modo o nell’altro, sconvolge i nostri falsi appoggi. «Dio Padre» ne ha concepita l’idea; «il Figlio » ne ha posto il fondamento; lo «Spirito Santo» ha realizzato l’edificio, e su questo edificio sta scritto: «Per la grazia, per la fede, senza le opere della legge»! «Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, quivi sarà anche il mio servitore» (Giov. L’Erede e i coeredi giungono a questa eredità per il sentiero della sofferenza. Ma Abramo non ebbe riguardo al suo corpo, ma alla potenza di Dio in risurrezione; e poiché era questa potenza che doveva far nascere la progenie promessa, le stelle del cielo e la rena del mare non davano che una pallida idea del suoi effetti meravigliosi. Tuttavia, colui che cammina per fede non è al riparo dagli assalti del nemico; accade sovente che una nuova tentazione venga ad assalirlo subito dopo una vittoria. E dove? La vita di Adamo dipendeva dalla sua stretta obbedienza; il legame che lo univa all’Eterno Dio (*) era l’obbedienza fondata su una fiducia implicita nella verità e nell’amore di Colui che l’aveva posto in una posizione così elevata. 2:21). Si vedrebbe meno confusione e miseria fra noi se questo fosse più seriamente considerato. (, Tesori della parola di Dio – Genesi 32-33, Conversazione modello – Prima visita ulteriore 04-2020, Gemme spirituali Genesi 32-33 - IT-EN-FR-ES, Scopri come i tuoi dati vengono elaborati, “Tralci” che portano frutto e amici di Gesù. 13.1 Comunione con il Signore È una potente preparazione per l’incontro col re di Sodoma. Il suo parlare era: «Io confido in te; — a te fui affidato fin dalla mia nascita» (Salmi 16:1; 22:10). Egli era sacerdote dell’Iddio altissimo. Questa scusa non gioverà ad alcuno, perché è scritto in 2 Tess. Che cosa, se non la speranza di essere unita ad Isacco, avrebbe mai potuto indurre Rebecca a dire «andrò» quando suo fratello e sua madre dicevano: «rimanga la fanciulla alcuni giorni con noi, almeno una diecina»? 45:1). 13 a 15) pur senza godere pienamente e liberamente della presenza di Dio. 19:6). La superstizione fa dell’ordinanza il tutto, l’incredulità e il misticismo non ne fanno nulla; la fede ne fa uso secondo l’istituzione divina. Esaù non era egli fratello di Giacobbe? A proposito del sabato, diremo soltanto che si può far del male e rattristare dei fratelli pii, con pretesto di zelo per la cosidetta libertà cristiana, e perdere di vista il vero posto che il giorno del Signore occupa nel Nuovo Testamento. I figliuoli incirconcisi di Heth ignoravano queste cose. Dal punto di vista della natura, Eva poteva essere chiamata «la madre di tutti quelli che muoiono», ma, per la rivelazione di Dio, la fede vedeva in essa la madre di tutti i viventi. 3:21). Man mano che una nuova sezione del libro della Genesi si apre davanti a noi, ci sono date nuove prove che stiamo percorrendo, come in «embrione», tutta la storia dell’uomo. Ogni altro ragionamento è quello d’un profano, come Esaù che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura (Ebrei 12:16). Da questi passi, presi insieme, impariamo che i legami naturali impedirono ad Abramo di rispondere pienamente all’appello di Dio. «E Dio benedisse Noè e i suoi figliuoli, e disse loro: Crescete e moltiplicate, e riempite la terra. Babilonia appare sempre con un’influenza potente sulla terra, in lotta contro tutto ciò che è di origine celeste; solo quando è distrutta si innalza nel cielo, in mezzo alla gran moltitudine, il grido: «Alleluia! Perché l’intento di Dio, riguardo le parti costituenti la Chiesa, potesse essere realizzato, bisognava che prima il Figliuolo fosse rigettato e crocifisso, che sedesse negli alti luoghi, e che lo Spirito Santo, mandato da lui, scendesse per battezzare i credenti unendoli in un solo corpo. Caino pensava che ci si potesse avvicinare a Dio in questa maniera; ed ogni uomo che non ha altro che una religione umana, pensa lo stesso. Indubbiamente, quel nome di «Dio di Israele» è l’espressione di una meravigliosa grazia e l’anima non può che sentirsi felice quando considera il carattere di un tale Dio che entra in relazione con ciascuna delle pietre della sua casa, ciascuno dei membri del suo corpo, individualmente. Se le fosse possibile entrare nel cielo si troverebbe completamente a disagio e infelice. C’è poi il riso dell’incredulità, quando le promesse di Dio sono troppo gloriose per essere ricevute nei nostri cuori stretti, oppure quando i mezzi esterni di cui Dio si serve sono, a nostro giudizio, troppo piccoli per l’adempimento dei suoi grandi disegni. ella non rivide più Giacobbe! L’opera, strana per Dio, del giudizio era terminata; la famiglia, salvata con tutto ciò che le è associato, è rimessa in memoria davanti a Dio. Solo l’incredulità ci porta a credere che non possiamo cessare di fare il male prima di aver trovato qualche bene da fare. _____________________ Nella loro posizione, sono davanti a Dio, quale Cristo è. E Ruben rispose loro dicendo: non ve lo dicevo io: non commettete questo peccato contro il fanciullo? Potrà essere utile esaminare più da vicino ciò che indusse Lot ad abbandonare il sentiero della testimonianza pubblica. Tale è la scelta che fa il cuore naturale. «Dio è luce e non vi sono in Lui tenebre alcune». Bisogna essere prima «deboli» per essere poi «forti». «Per fede Noè divinamente avvertito delle cose che non si vedevano ancora, mosso da pio timore costruì un’arca per la conservazione della propria famiglia; e per essa fede, condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha mediante la fede» (Ebrei 11:7). Tale è «la via di Caino». Capitolo 17: Abramo diventa Abrahamo — Sarai diventa Sara, 13. È impossibile. Abrahamo sentiva che non aveva nessuna controversia da fare con i figliuoli di Heth, tanto che era pronto a coricarsi, come Sara, nella tomba, lasciando a Dio la cura di agire per lui, su di lui e per mezzo di lui. Lot è seduto «alla porta di Sodoma», ha fatto la sua strada nel mondo, ha avuto successo, umanamente parlando. «Egli prenderà del mio e ve l’annunzierà». One strong point, in the first volume especially, is Wenham's analysis of other Ancient Near Eastern creation stories, and presenting Genesis as a polemic against them. «Il sorvegliante non sia novizio, affinché divenuto gonfio d’orgoglio, non cada nella condanna del Diavolo» (1 Tim. Dio lo trae dalla fossa e lo eleva alla più alta dignità; nella sua posizione elevata, sposa una donna e, quando i fratelli secondo la carne, prostrati davanti a lui, sono completamente umiliati, egli si fa riconoscere, li tranquillizza e li introduce nella benedizione; poi diventa il canale della benedizione per loro e per il mondo intero. Che quadro! Lot non ha nessun posto fra i nobili confessori della fede, quel «gran nuvolo» di testimoni della potenza della fede. È impossibile. Nulla può edificare se non la manifestazione delle vie di Dio verso l’uomo così com’è, ed è quello che le Scritture ci danno. Ma facciamo qui un’altra scoperta: Abrahamo aveva, per molti anni, serbato dell’interdetto nel suo cuore; a quanto pare, era partito per la sua missione di fede tenendo in serbo nel suo cuore, una certa mancanza di fiducia in Dio. Perché Isacco se n’era andato lasciando dietro di se i Filistei con tutta la loro invidia, i loro contrasti e le loro contestazioni, per recarsi a Beer Sceba. L’Egitto è l’espressione del mondo con le sue risorse naturali e la sua indipendenza da Dio. Le tenebre non possono sussistere nella sua presenza, considerate sia dal punto di vista fisico che morale, intellettuale o spirituale. Questa risposta soddisfa pienamente chi è alla scuola di Dio, ad onta del sorriso sprezzante dei filosofi. Essa ignora completamente il vero Dio e, di conseguenza, non può essere che una cosa miserabile e inutile. In poche parole, è evidente che Iddio ha «preparato» un regno di gloria e dei vasi di misericordia che ereditino questo regno, e che non ha preparato il «fuoco eterno» per degli uomini ma per il diavolo e i suoi angeli; e non è lui che ha preparato i vasi d’ira, ma questi si sono preparati da loro stessi. Così, il servo di Abrahamo prendeva le cose di Isacco e le mostrava a Rebecca e certamente si compiaceva nel farle udire nuove testimonianze riguardo al Figlio, mentre avanzavano verso il momento in cui lo gioia e la gloria dello Sposa si sarebbero compiute. Benché l’angelo gli ingiunga di fuggire sul monte, egli rifiuta e si attacca ancora ad una «piccola città» ad un piccolo lembo di mondo. Qualcuno ha fatto notare che «se si considera la vita di Giacobbe da quando ha ottenuto con inganno la benedizione di suo padre, si vede che d’allora ha avuto assai poca felicità in questo mondo». Some of the information is dated (Wenham cites material he calls the "latest scholarship," but the first volume was published 30 years ago). Se nel momento attuale guardiamo attorno a noi, ovunque incontriamo delle associazioni. Le influenze della natura, sono sempre contrarie alla piena realizzazione e alla potenza pratica della «vocazione di Dio». La fede contempla la risurrezione, la sua visione ne è assorbita; e, nella potenza della risurrezione, può levarsi da presso al suo morto. «E l’Eterno disse: Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti il medesimo linguaggio; e questo è il principio del loro lavoro; ora nulla li impedirà di condurre a termine ciò che disegnano di fare. Questi erano i pensieri di un uomo che proprio allora aveva avuto la visione magnifica della scala dalla terra al cielo e sulla quale c’era l’Eterno che gli prometteva una innumerevole progenie e un’eredità eterna. L’arca sua galleggiava in pace al disopra di quei flutti dai quali «ogni carne» era stata distrutta. «E Lot andò piantando le sue tende fino a Sodoma» (vers. Nessuno, all’infuori di Dio, avrebbe potuto sopportare un Giacobbe e nessuno, all’infuori di lui, avrebbe voluto occuparsene. Ma se il peccatore si vede assolutamente senza risorse, Dio, sia benedetto il suo Nome, risponde a tutti i suoi bisogni in Colui che è sceso, dalla casa del Padre, alla croce e alla tomba ed è stato elevato sul trono, riempiendo così, per mezzo della sua persona e della sua opera, lo spazio che separa questi due punti estremi. Tutto era fatto come l’aveva ideato, ed Egli si riposava dell’opera sua. 17.5 Il risultato della prova I Tessalonicesi facevano già parte della famiglia, ma erano destinati al regno, ed è attraverso la sofferenza, che passa la via che vi conduce; oltre a ciò, la misura delle loro sofferenze per il regno era in rapporto col grado della loro devozione e della loro conformità al Re. Il credente ha il privilegio di conoscere Cristo come suo «Capo» ma è un privilegio più grande ancora conoscerlo come Capo del suo corpo, la Chiesa, e sapere che noi siamo le membra di questo corpo. E Faraone disse a Giuseppe: lo son Faraone! 3:1). Ogni membro della famiglia della fede deve portare nella sua carne il segno del suo patto. Il sangue d’un toro o d’un becco non poteva togliere i peccati e il valore ch’esso aveva era per un tempo e non per l’eternità: non poteva, dunque, rendere perfetta la coscienza. Vedendosi in cielo, ogni beato avrà da rendere grazie a Dio solo; e chiunque si troverà nell’inferno non potrà accusare altri che se stesso.       31. Questa distinzione è importantissima. 14-15). «Poiché sta scritto che Abramo ebbe due figliuoli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera; ma quello della schiava nacque secondo la carne; mentre quello della donna libera, nacque in virtù della promessa. È un principio che, qualunque ne sia l’applicazione particolare, ha una portata morale molto estesa. Se uno trova la propria felicità nell’obbedienza, se ne fa la propria bevanda e il proprio nutrimento; se vive «di ogni parola che esce dalla bocca di Dio», imparerà a conoscere questa Parola e vi porrà attenzione; non è possibile che sia indifferente. La Scrittura non ci dice, notiamolo bene, che Giacobbe lottò con un uomo, ma che un uomo lottò con lui. Vi sono persone che non fanno molto caso a trovarsi associate con qualcosa di impuro nel culto che rendono a Dio, ammesso che siano sincere e diritte di cuore. Reward Evocazione: Factotum. La parte dell’uomo celeste non può eccitare la gelosia o l’ambizione dei re o dei conquistatori del mondo. La sua natura era morta e non poteva né generare né concepire per Dio. Quelli rimasti fuori dell’arca erano irrimediabilmente perduti; gli altri, veramente salvati. Ci dia il Signore un occhio semplice e uno spirito docile. Sapeva che il paese gli sarebbe appartenuto nell’avvenire e che, nella gloria della risurrezione, la sua progenie lo avrebbe posseduto ancora; fino a quel momento, non voleva essere debitore verso coloro che dovevano esserne spodestati. Ma vi è di più; siamo facilmente portati a credere che una via sia diritta perché esente da prove e viceversa. E quanto più egli s’approprierà dei suoi privilegi, tanto meglio assolverà alla sua responsabilità. I due grandi fatti che emergono dalla storia di Giacobbe sono, da un lato, il disegno di Dio in grazia e, dall’altro, la natura che imposta i propri piani e i propri progetti per ottenere ciò che, senza piani e senza progetti, il consiglio di Dio avrebbe inevitabilmente fatto avvenire. Ma se Dio gli dice che in lui non vede peccato a motivo del perfetto sacrificio di Cristo, la pace entrerà certamente nel suo cuore e nella sua coscienza. Ma nemmeno dobbiamo, quando ci troviamo in una falsa posizione, fermarci, come accade sovente, per domandarci: dove troveremo qualcosa di migliore? Tutto, fuorché Dio, si confà ai cuore incredulo; e si è sovente stranamente sorpresi nel vedere a quali futilità il credente può attaccarsi quando ha perso il sentimento della presenza di Dio e ha dimenticato che la sua fedeltà non fa mai difetto e che Egli è sufficiente a tutto. Il pensiero stesso di Caino riguardo a Dio è uno dei frutti spaventevoli della caduta. Capitolo 2: Il settimo giorno della creazione [il riposo e le sue benedizioni], 2.6 Morte e vita [Adamo, un essere responsabile], 3.4 Tentazione di Adamo, tentazione di Gesù, 3.6 «Dove sei?» [La rivelazione di ciò che Dio è], 3.8 Le tuniche di pelle [la giustizia di Dio], 4.2 Adamo e Cristo, due capostipiti della razza, 4.7 Il valore del sacrificio stesso [identificazione del uomo con la sua offerta], 5. Genesi 32:31. Lo Spirito attira le anime a Dio presentando loro Cristo. Che cosa ha ottenuto Lot in fatto di felicità e di soddisfazione? Quale responsabilità per la Chiesa! Lot non ha nessun posto fra i nobili confessori della fede, quel «gran nuvolo» di testimoni della potenza della fede. Cristo si presenta ai Giudei e, rigettato, si stabilisce negli alti cieli da dove manda lo Spirito Santo per radunare una Chiesa prescelta, composta di Giudei e Gentili destinati ad essere uniti a lui nella gloria celeste. Il «fuoco e lo zolfo del cielo» stavano per cadere su tutte le cose sulle quali aveva concentrato le sue speranze e il suo affetto. Tutte le cose che ha il Padre sono mie: per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà» (Giov. Possa essere così di voi e di me, caro lettore! La nostra associazione con Cristo ci apre il cielo e ci rigetta fuori del mondo; e se professiamo di essere del cielo senza che il mondo ci rigetti, significa che c’è qualcosa di falso nella posizione che abbiamo preso. Uno dei due popoli sarà più forte dell’altro, e il maggiore servirà il minore» (Genesi 25:19-23). L’Evangelo che Paolo aveva loro annunziato e che i Galati avevano ricevuto era la semplice presentazione della grazia di Dio, assoluta, senza riserva e senza condizione. Doveva venire un tempo di prova ma, prima, ci mostra il frutto della sua unione; sono chiamati all’esistenza i figli che Dio gli aveva dati. Join the Kyrian Covenant. L’anima mia langue e vien meno bramando i cortili dell’Eterno» (Salmo 84:1). Vedo la manifestazione gloriosa e la perfetta armonia di tutti gli attributi divini; vedo l’amore, un amore tale che attrae e persuade il mio cuore, fortificandolo e distaccandolo da ogni altro oggetto man mano che esso realizza questo amore.

24 Novembre Segno, Sala Capitolare San Rocco, Cose Tipiche Da Comprare A Ischia, Focus Junior Xgioko, Ikea Porta Di Roma, Libro Dei Nomi, Giornata Missionaria Mondiale 2019 Data, 29 Dicembre Segno Zodiacale,