la struttura della persona umana pdf

che significa un fine verso cui si è orientati) ordinato con il perfetto gioco reciproco delle parti. A questo riguardo vi è ancora qualcosa da aggiungere. Abbiamo una prima idea degli stadi che costituiscono il regno degli esseri viventi e vediamo l’essere umano come microcosmo, in cui tutti gli stadi trovano unità: egli è una cosa materiale, un essere vivente, un essere animato e una persona spirituale. 0000004636 00000 n L’essere umano può porsi degli obiettivi basandosi su riflessioni puramente spirituali, ma non può raggiungerli senza la collaborazione del suo corpo. x��=Mo#����?�+�4�b�>2 /��v0��M&���� ���䑭пp�g��r�[��GV�%o�KU������M�����W�\��1�ׯ_�Y�����kf�XV��}����}Ə߿~�Ӊ����ÿ�~�:�нڥku��Nf 0000003293 00000 n Si potrebbe dire che la scoperta del DNA e del genoma non fanno altro che confermare che l’individuazione non è della materia, ma di una materia “formata” con una sua caratteristica essenziale e a tale forma si deve far risalire la singolarità dell’essere umano. E mi sembra che il formarsi in maniera viva da sé e dall’interno sia proprio ciò che realmente indica l’essenza della pianta. Ed anche la localizzazione dell’io può essere determinata solo a partire dal vissuto. Rispetto alla concezione idealista, diventa chiara, in questa nuova visione dell’uomo, la detronizzazione dell’intelletto e della libera volontà sovrana, il venir meno dell’accettazione di una realtà oggettiva, del riconoscimento di uno scopo accessibile e raggiungibile con la volontà. Ciò implica che io sia cosciente del mio io, non solo del mio corpo vivente, ma di tutto l’io corporeo-animato-spirituale. La persona non si possiede nel senso di aversi in mano, completamente e non vive in maniera piena la sua vita. L’essere umano, quindi, è un corpo materiale ed è anche, . L’esperienza ci mostra che gli istinti umani non sono così fini e sicuri come quelli degli animali. Questo è l’io personale che, allo stesso tempo, è un io animato, che appartiene a questa anima e in essa ha la sua dimora. A seconda degli atti in cui, di volta in volta, l’io vive, esso occupa una posizione nell’anima. 0000000925 00000 n endobj In primo luogo la Stein ribadisce la necessità della Rivelazione per la piena comprensione dell’essere umano e quindi in questo caso, la riflessione sul valore della Rivelazione può essere considerata filosofica, in quanto si tratta dell’esigenza sentita dalla mente umana di aprirsi alla dimensione della fede, in secondo luogo ella fa riferimento alle verità rivelate, allora la sua trattazione si definisce teologica. PDF | On Jun 1, 2001, Giuseppe R ... ne evidenziano una dinamica che ne struttura la realtà relativamente al tempo di sviluppo . Ci parla con i tratti del suo volto, con il suo sguardo e le espressioni del viso, con il timbro della sua voce, con molte cose delle quali non siamo affatto coscienti. La stessa fondazione di una antropologia filosofica si presenta come risposta alla psicologia del profondo che non rende conto della struttura dell’essere umano. Con essa siamo ancora a livello della vita naturale e spontanea dell’anima che non ha ancora un centro (, L’umanità concreta così come ci appare nella realtà della vita ha un, Il metodo utilizzato per l’indagine antropologica è quello fenomenologico, un metodo che punta alle cose stesse e quindi alla loro struttura. Vi è qualcosa di analogo anche nel campo di ciò che è puramente materiale, ad esempio i cristalli posseggono una forma determinata e chiusa in se stessa. Posso recarmi in qualunque punto del mio corpo vivente ed essere presente in esso, sebbene alcune parti, ad esempio la testa e il cuore, mi siano più vicine di altre. Ha ancora senso, in una tale visione, un impegno pedagogico? 0000008338 00000 n Questo complesso di conoscenze viene indicato con il termine “teologia”. La Stein traduce la “potenza” implicita, non ancora attuata, di cui parla Tommaso, con tale forza vitale e poiché tale forza può essere tanto psichica quanto spirituale, il termine anima (, ) si scinde e si specifica ulteriormente, per cui dalla parte psichica si distingue una parte più propriamente spirituale, denominata Geist. La mia anima ha estensione e profondità etc. L’abbiamo chiamato persona spirituale, libera. ). È dunque, in un senso ontico (non etico) slegata da sé e aperta senza riserve. A differenza della pianta e dell’animale, nei quali le capacità specifiche non si sono sviluppate a causa di condizioni esterne, per l’essere umano, in più, si considera lui stesso responsabile di ciò che egli è diventato. La posizione steiniana si presenta molto attuale; potrebbe essere utilizzata nella discussione nell’ambito della bioetica. L’antropologia non è descritta completamente se non si coglie la presenza della dimensione religiosa e la sua imprescindibilità per lo sviluppo armonico dell’essere umano e per la questione del suo destino ultimo. Infatti il concetto di spirito non è legato unicamente a Dio, ai puri spiriti e alla anime umane, perché esistono dei valori come il sublime, la bellezza che non sono persone. Tutto il suo essere è orientato a manifestare nella forma visibile ciò che essa è, non è dischiusa verso l’interno, non esiste per se stessa e non vive in se stessa. Tuttavia, la posizione della testa nell’essere umano sembra assumere un altro significato; la testa è ciò che domina tutto il corpo, ciò da cui esso viene abbracciato con lo sguardo, compreso e governato. stream Anche nell’essere umano rinveniamo un’apertura sensibile a impressioni esterne ed interne e la reazione ad impressioni esterne con atti e movimenti istintivi. Solo da qui può prendere decisioni in piena coscienza, da qui può impegnarsi per qualcosa, può sacrificarsi e donare se stessa. Giungiamo qui alla radice dell’unità fra corpo vivente e anima; ma con ciò anche alla domanda: in quale rapporto l’io è con l’anima? Paradossalmente la forza spirituale è materia degli spiriti che non hanno corpo, cioè degli angeli. 0000004102 00000 n ), energia che dà forma alla materia. Esseri umani e animali vengono colti all’inizio, non solo come viventi, ma anche come esseri senzienti! autonomo dal soggetto che lo contempla per cui, , parola “tuttofare” che indica genericamente un’attività non corporea, ma che non può certamente rendere la sottile distinzione fra psiche e spirito proposta dai fenomenologi, distinzione che viene del tutto perduta. Si è tentato di farlo in passato: ma quand’anche l’anatomia cerebrale potesse indicare una parte determinata del cervello la cui distruzione comportasse una diminuzione della “coscienza dell’io” e dell’intera struttura personale-spirituale, non potremmo affermare che l’io si trovi in questo punto. di questa formazione (esso è un processo vitale). In virtù della nostra spiritualità, riusciamo a cogliere ciò che c’è di animale in noi. e null’altro. 0000006297 00000 n Ciò che mediante essa, viene formato è, innanzitutto, la sua vita attuale. Si frantuma anche l’unità spirituale dell’umanità e il senso oggettivo della sua creazione culturale. Perciò il corpo umano si differenzia da quello vegetale e animale, malgrado la comunanza del carattere organico. Abbiamo rinvenuto in esso una forma interiore come principio di vita, e di formazione che viene tradizionalmente indicata come “anima vegetativa”, ma la sua vita si esaurisce nell’attività formativa. Cosa sia l’ “anima” e con quale particolare diritto possiamo parlarne qui, non è da discutere in questa sede. La malattia e la debolezza del corpo, le alterazioni delle sue funzioni normali causano un’inibizione e un cambiamento della vita psichico-spirituale. E mentre ci parla ci tocca interiormente, ci ripugna o ci attrae. Non posso, però, individuare il punto nel corpo in cui l’io avrebbe la sua dimora. endobj Sono là dove si trova il mio corpo vivente, anche se “in spirito” posso portarmi all’altro capo del mondo e persino elevarmi al di sopra dello spazio. Non si usa solo un’immagine poetica quando si paragonano così volentieri i bambini ai fiori, ma vi è un fondamento reale, infatti si rintraccia anche in questo caso uno sviluppo ed una manifestazione di sé relativamente intatti, un riposo in se stessi. Questa struttura essenziale dell’anima può essere considerata come una forma interiore. Come scopo resta, in fondo, solo l’essere umano in cui le pulsioni funzionano “normalmente”, come compito la cura o la prevenzione di disturbi dell’anima, come mezzo l’analisi della vita superficiale, la scoperta della pulsione attiva. All’io, allora, bisogna riconoscere la capacità di dominio sul corpo e sull’anima. E come quiete e chiusura in sé sono caratteristiche della pianta ed il forte radicamento alla terra è come il simbolo della sua essenza, così per l’animale sembra essenziale l’assenza di quiete e di fissità, che esige necessariamente libertà di movimento nello spazio. Il che le conferisce ai nostri occhi l’aspetto di purezza e innocenza. È mia opinione che alla pianta appartenga essenzialmente una, . Il materiale di partenza della nostra ricerca sull’essere umano è rappresentato, quindi da ciò che abbiamo dinanzi agli occhi nell’esperienza viva. Potremmo indicarli meglio come, . Cosa vuol dire che l’essere umano è responsabile di se stesso? 1 0 obj Con poche battute e con l’acutezza che la distingue E. Stein sembra chiarire il rapporto fra io e sé che tanto ha travagliato e travaglia la psicologia analitica junghiana in particolare. Le analisi essenziali dell’anima condotte da Edith Stein compensano il pericoloso squilibrio dalla parte dell’inconscio e delle pulsioni, guadagnando una posizione più proporzionale e armonica. Non è in grado di accogliere, come si conviene, ciò che ad essa giunge dall’esterno, infatti ci sono cose che vengono accolte solo movendo da una certa profondità e solo da lì possono ricevere una risposta adeguata.“Cercare se stessa”, discendere nella propria profondità, da qui comprendersi come una totalità e possedersi nel senso di aversi in mano è, però, una questione di libertà. Secondo s. Tommaso l’anima è, e una vita attuale; essa è altresì forma sostanziale, cioè anima spirituale non più necessariamente legata al corpo. 0000006996 00000 n Infatti l’essere umano, nella sua costituzione corporea, è una cosa materiale come le altre, sottoposto alle stesse leggi, inserito nell’ambito della natura materiale. 0000002827 00000 n È messa in discussione la continuità dalle forme più basse a quelle più alte sostenuta dall’evoluzionismo. 0000002026 00000 n L’ “anima vegetativa” è interamente, L’animale, invece, appare in ogni suo movimento stimolato dall’interno e attratto o respinto dall’esterno. 0000005597 00000 n Con maggior o minor forza, spesso, già al primo incontro ci parla di ciò che egli stesso è come persona individuale e di come è, della sua essenza, del suo carattere. 2 0 obj Il corpo vivente, inoltre, è una «realtà tenuta insieme interiormente». Se siamo riusciti, almeno in parte, a fissare le peculiarità dell’essere vegetale, il nostro compito successivo sarà quello di cercare nell’essere umano ciò che in sé ha conservato di vegetale. endobj L’io non è una cellula cerebrale; ha un senso spirituale che è accessibile solo nei nostri vissuti. Con essa indichiamo solo un principio vitale interiore. Nessun essere creato è privo di materia, infatti, materia, si dice in molti modi e non corrisponde solo a ciò che noi intendiamo per materia, al contrario, se la materia è forza, ci sono diversi livelli di forza. LA STRUTTURA E IL PROCESSO EVOLUTIVO DELLA PERSONA (Teresa Boi) Introduzione Da sempre l’uomo ha avvertito il bisogno di conoscersi. È ugualmente importante conoscere le leggi generali della vita dell’anima umana per tenerne conto nell’opera educativa. Il corpo viene sicuramente percepito esteriormente, ma questa non è l’esperienza fondamentale e si fonde con la percezione dell’interiorità, con la quale io sento il corpo vivente e me in esso. Definiamo sensazione l’essere colpito interiormente, che provoca il movimento reattivo, come percezione di ciò che accade all’essere vivente (nella usuale terminologia psicologica la sensazione è considerata già una reazione). 0 La natura interiore di un essere umano si esprime attraverso la sua esteriorità, che costituisce per noi la più importante via d’accesso alla natura dell’altro. 0000009028 00000 n Tale dimensione è raggiungibile se prescindo da tutta l’esperienza esterna, in cui gli esseri umani mi vengono incontro come esseri aventi corpo vivente e anima, allora se è possibile “prescindere” da essi, tuttavia è impossibile ignorarli, infatti, «l’individuo umano isolato è un’astrazione». San Tommaso ha difeso con la massima energia l’unità della forma sostanziale, sostenendo che l’essere umano è tutto ciò che è in virtù di una forma interiore, in virtù della sua anima umana, che è anima razionale e perciò diversa da quella delle piante e degli animali, ma contiene in sé come parte inferiore, ciò che è proprio di queste ultime. Infatti nell’esperienza naturale non lo vediamo mai solo come corpo materiale. Si esamina preliminarmente l’essere umano nella sua sola corporeità. 0000004870 00000 n 12 0 obj <> endobj La Stein nel. Così ci imbattiamo in un essere interiore. Non sono però privi di legami reciproci, vale a dire che nel grado di volta in volta  superiore è conservato ciò che è proprio di quello inferiore. È il punto di scambio a cui arrivano gli impulsi e da cui partono le reazioni. 0000000736 00000 n Questi sono tutti atti della persona. Secondo la Stein per il fondatore della psicanalisi le potenze del profondo, che determinano la vita come forze invincibili, sono le pulsioni dell’uomo. Ciò che affascina di più la Stein è il fatto che attraverso il metodo di Husserl è possibile toccare con mano le questioni (, Partendo dalla corporeità, possiamo chiamare individualità questa particolarità del corpo umano di essere una forma determinata, chiusa in se stessa, indivisibile e non unificabile con altre. %���� 4 0 obj 12 22 L’essere umano, con tutte le sue capacità corporee e psichiche, è il. Questo deriva dall’ordine generale dell’essere, che esige una materia con un carattere determinato perchè possa svilupparsi pienamente una forma determinata. Sperimentiamo in noi anche una sorta di valutazione istintiva del significato che per noi riveste ciò che incontriamo. Il corpo vivente non è solo espressione dello spirito, ma anche lo strumento di cui quest’ultimo si serve nel suo agire e creare. Con l’espressione “anima vegetativa”, che da Aristotele è passata nella terminologia scolastica, non si vuole affatto attribuire alla pianta un’anima, nel senso corrispondente a quella dell’essere umano, come fa una certa visione poetico-sentimentale della natura. L’essere umano sperimenta l’esistenza e l’umanità negli altri, ma anche in se stesso. Tuttavia questo è un processo. Un io che vive a partire dalla sua anima e che, attraverso la struttura essenziale dell’anima, prima e accanto alla formazione volontaria di se stesso, dà spiritualmente forma alla vita attuale e all’essere psico-fisico permanente. (Per il pensiero neoebraico di M. Buber ogni “tu isolato” diventerebbe un «esso»). trailer L’anima lo muove secondo ciò di cui ha bisogno, gli istinti dell’anima sono al servizio del mantenimento e dello sviluppo del corpo, come desiderio di ciò di cui esso ha bisogno e repulsione verso ciò che lo minaccia. <> Poiché se il cane ci guardasse non solo implorante pieno di aspettative, ma cominciasse a parlare, non saremmo meno stupiti di quanto lo saremmo di fronte ad una pianta che sente o ad una pietra vivente. . , questa esteriorizzazione può avvenire in molteplici modi: come un rivolgersi verso gli oggetti, come un aprirsi puramente spirituale a spiriti estranei, e come penetrazione in loro al fine di comprendere e partecipare della loro vita spirituale; ma anche come un vero strutturarsi nello spazio tuttavia permanendo in sè. L’esperienza che egli fa di se stesso è totalmente diversa da quella che fa di tutto il resto. Sembra che qui essere umano e pianta si incontrino in qualcosa che manca all’animale. Qui la direzione verticale è duplice; dal basso verso l’alto – la crescita verso la luce, dall’alto verso il basso – un percepire se stesso dall’alto. ���D����o�L������LVwX[Q�&�s�#"� Il termine spirito è divenuto ormai poco usuale, “fuori moda”, nel linguaggio filosofico; è ritenuto un argomento dietro il quale sembra non esservi più nulla, un po’ per colpa di un certo esasperato idealismo e un po’ perché siamo divenuti tutti eredi di una mentalità positivistica per cui crediamo soltanto a quanto è “sperimentabile”. Il sé sembra costituire, secondo la filosofa, l’elemento permanente e diveniente legato all’esercizio, allo. 3 0 obj Vediamo l’essere umano non solo come essere umano , non solo per quello che ha in comune con gli altri esseri umani. E se la vita animale è un inquieto essere sospinti e mossi, allora il luogo proprio dell’inquietudine è l’anima che è consegnata a questa attività e non si può sottrarre ad essa. La Stein dà un’ulteriore specificazione di spirito oggettivo, in quanto lo intende come spirito proveniente dall’oggetto. III. ISBN: 978-88-7229-567-0 Edizione: prima Sapere cosa siamo, cosa dobbiamo essere e come possiamo arrivare a esserlo è da sempre una questione cruciale per l'uomo. ], Città Nuova, tr. Si tratta di una forma che è forza vivente. Che io debba formare me stesso sembra indicare che l’io debba essere incluso in una tale unità reale. L’Io è quel punto da cui partono i raggi della coscienza, ma solo un io che ha l’anima può sentirsi a casa. Ciò significa che in lui dimora un io, che, che è cosciente di se stesso e che volge lo sguardo ad un mondo, un io che è libero e che grazie alla sua libertà può dar forma al corpo vivente e all’anima. L’abbiamo chiamato persona spirituale, libera; gli atti intenzionali sono la sua vita. Alla luce di ciò per comprendere la dimensione spirituale si introduce, pertanto, il concetto di forza spirituale in analogia con la forza vitale, ma con una valenza diversa. , ma è individuata dallo stesso principio spirituale e tale unità si compendia per cui la materia diventa corpo vivente permeato di spirito e lo spirito diventa materializzato. Solo da qui l’anima può raccogliersi, poiché da nessun altro punto può abbracciare se stessa totalmente. E siffatta formazione è un processo che rende il corpo umano organismo. Solo in un certo senso, non ancora in un “senso proprio”. Ciò si presenta come una conferma delle origini positiviste, empiriste e pragmatiste della cultura filosofica anglosassone la quale per ragioni epocali, tende ad essere dominante nel nostro tempo. Abbiamo così tracciato un abbozzo della persona umana: l’essere umano è un essere costituito di corpo vivente e anima, ma essi assumono in lui una forma personale. Così già la più semplice analisi dell’esperienza quotidiana ci rivela qualcosa della struttura del cosmo e della peculiarità della posizione dell’essere umano in esso. 3. Perciò è colpa della persona se l’anima non giunge alla pienezza del suo essere e della sua forma. riguarda anche l’unicità di ogni individuo aperto all’altro ma centrato nella propria soggettività/ipseità) senza che perdano la loro propria natura; al contrario si lasciano unire con altre parti per formarne più grandi ciò è dovuto alla loro struttura atomica.

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