niccolò che fu doge di venezia dal 1471

G. Gullino, di Giuseppe Gullino - Allontanato da una rivolta popolare nel 1029, ritornò dopo tre anni quando gli Orseolo furono di nuovo banditi. 1474. ... quondam ser Sclavi) or to the Doge himself (Luchas Gradonico domini Ducis = A quell'epoca però Nicolò Trón non vi era già più. Era d'argento, pesava 6,52 grammi con un titolo di 0,948 e valeva 20 soldi, ognuno da 12 denari. 316 non numerate. A Venezia sul finire del sec. - Nobile (Venezia 1398 circa - ivi 1474), dopo aver percorso la carriera del governo nelle città di terraferma, nel 1468 fu eletto procuratore di S. Marco; ottenuta la dignità ducale, il 13 ag. Nel periodo in questione si ebbero solo tre traduzioni complete della Bibbia: oltre a quella del Malermi, vi furono quella di Antonio Brucioli, pubblicata per la prima volta a Venezia da Lucantonio Giunta tra il 1530 (N.T.) Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 3 ott 2020 alle 20:17. Procuratore del monastero femminile dei SS. Questi era l’erede del dux, il governatore bizantino.Quando Venezia si rese autonoma dalla sovranità di Bisanzio, il doge, eletto democraticamente nell’arengo[2], assunse il potere sulla città. In seguito maturarono ed apparvero praticamente tutte a Ginevra negli ambienti protestanti italiani, come conseguenza dei maggiori controlli delle autorità ecclesiastiche, che a conclusione dei lavori del Concilio di Trento finirono per mettere al bando tutte le stampe non autorizzate della Bibbia. Cicogna, Delle inscrizioni veneziane, I, Venezia 1824, pp. Picotti, La Dieta di Mantova e la politica de' Veneziani, a cura di G.M. 94013810489 1473, la tenne solo per poco più d'un anno, poiché morì il 1º dicembre 1474. Nel 1471 figura ospite del monastero di S. Mattia a Murano, uno dei grandi centri di cultura camaldolese della laguna, dotato di una straordinaria biblioteca. Dopo aver pagato la pace con la Turchia ... Marcèllo. MARCELLO, Nicolò. 1460) per deliberare sulla condotta da tenere alla Dieta di Mantova, promossa dal pontefice in funzione antiturca; successivamente (7 settembre) membro egli stesso del prestigioso Consiglio; poi (17 genn. DOGE (dal lat. Giovanni e Paolo, fu tenuta dal nipote, il dottore Domenico Bollani, ma anche l'umanista Ermolao Barbaro volle dedicare alla memoria del M. analogo scritto. [1] In origine dovevano far parte di un armadietto, di una cassetta per reliquie o di una pala che si apriva come il dossale della Pala d'oro. 325 + cc. Quan- tunque tutta la sostanza del Doge, meno 2000 du- cati per la salute della sua anima, fosse stata con- fiscata ed il suo palazzo al ponte dei Ss. Testo stampato su due colonne. Nel corso del lungo viaggio, per giungere a destinazione il M. fece sosta a Costantinopoli, dove il 19 sett. Lira Tron o Trono è il nome con cui viene comunemente denominata la Lira emessa dal doge Nicolò Tron nel 1472 e incisa da Antonello della Moneta. Acuto osservatore della realtà, imparò anzitutto dal padre la pratica del ritratto somigliante, come prova la sua prima opera datata (1465) e firmata: la figura del beato L. Giustiniani (Venezia, Accademia). Il M. aveva ormai accumulato meriti ed esperienza per aspirare al Collegio, ma dal saviato lo escludeva l'assidua presenza di un Andrea Marcello di Vettore, più anziano di lui; le leggi della Serenissima vietavano, infatti, che nei massimi organi istituzionali entrasse più di un esponente per ogni casata. marcelliano agg. Karpov, L'Impero di Trebisonda, Venezia, Genova e Roma. Marcèllo, Niccolò, doge di Venezia. che sebbene nella citta' di Venezia, vennero tributate a Francesco Foscari esequie Regali, l'intento fu solamente di attribuire all'ex Doge una riesumazione dogale volta alla copertura imbarazzante per l'operato voluto dal Consiglio dei dieci. La Repubblica era impegnata nella guerra contro i Turchi in Morea, mentre si erano da poco concluse le operazioni contro Trieste, controllata dai duchi d'Austria, causate da alcune controversie doganali con i sudditi istriani; l'azione del M. fu principalmente rivolta a mantenere efficienti le strutture militari sull'Isonzo, dove andava via via crescendo la minaccia ottomana. La Cappella del Volto Santo, detta dei Lucchesi, si trova nelle adiacenze della Chiesa di Santa Maria dei Servi, nel Sestiere di Cannaregio. 49, 100, 335, 523, 530 s.; E.A. Eletto nella rosa dei 41 grandi elettori in seguito alla morte del doge Nicolò Tron, quattro giorni dopo, il 13 ag. Marcèllo, Niccolò, doge di Venezia. Il primo a distinguersi con l'appellativo "dal Banco" fu Vettor di Zuanne (1504 - 1576) che nel 1559 aprì un'attività bancaria, poi fallita, assieme a Girolamo Tiepolo[7][8]. Pietro IV Candiano (died 976) was the twenty-second (traditional) or twentieth (historical) Doge of Venice from 959 to his death. Le fonti gli attribuiscono inoltre notevole generosità (non avendo avuto discendenza diretta, lasciò ai poveri buona parte delle sue sostanze), umanità, spirito di servizio e sensibilità religiosa. Di particolare rilevanza fu senza dubbio la versione dell’umanista fiorentino Antonio Brucioli, più volte processato dall’Inquisizione per le sue idee religiose, il quale per primo tradusse i testi sacri partendo dagli originali in lingua ebraica e greca. 1471), il 20 agosto fu eletto ambasciatore d'obbedienza al pontefice Sisto IV, ma rifiutò; accettò invece di rappresentare la Repubblica in occasione delle nozze del duca di Ferrara, Ercole I d'Este, con Eleonora d'Aragona figlia del re di Napoli, avvenute nel 1473. 1461). 15º, contro i Visconti; il doge Niccolò (v.); Giacomo, generale ... Pittore (Venezia 1429 - ivi 1507), figlio di Iacopo e fratello di Giovanni. 1420-1482). Welcome to Geni, home of the world's largest family tree. 30v, 41r; Consiglio dei dieci, Misti, regg. L'orazione recitata in occasione del suo funerale, che si svolse nella basilica dei Ss. Il 12 aprile 1466 venne nominato Procuratore di San Marco e il 25 novembre 1471 venne eletto sessantottesimo doge della Serenissima Repubblica di Venezia, al nono scrutinio e con il minimo del quorum; aveva settantuno anni. Please enable JavaScript in your browser's settings to use this part of Geni. e-mail alai@alai.it. Vitale (?-1017) Candiano , he was bishop and son of Pietro IV La verità è che i veneziani erano dei bravissimi commedianti Episodio n.16 della serie dei dogi di Venezia! 5, cc. Verso il finire dell'anno una rivolta mal riuscita diretta dai Sabaudi e dai Aragonesi di Napoli, dove vennero uccisi i parenti e il medico della regina davanti agli occhi della Corner, indusse Venezia ad inviare una flotta ed a prendere possesso dell'isola, accrescendo così il suo impero marittimo). Su di esse sono raffigurati, su fondo oro, i Santi Sebastiano, Marco e Marcellino davanti agli imperatori Diocleziano e Massimiano (recante la firma «Nicholeto Simitecholo da Veniexia inpe[n]se»), San Sebastiano trafitto dalle frecce, San Sebastiano bastonato e ucciso e il Seppellimento di San Sebastiano (con la data «MCCCLXVII adì XV d[e] dece[m]bre»). Nuovamente in patria, il 19 nov. 1465 entrò a far parte dei savi deputati al rifacimento dell'Estimo, quindi, il 13 marzo 1466, ricevette il riconoscimento del lungo servizio prestato con l'elezione a procuratore de supra, i cui compiti riguardavano essenzialmente la gestione del patrimonio della basilica marciana. Nicolò Tron, morirà il 28 luglio del 1473 a Venezia e fu sepolto nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia nel monumento funerario alto 12 metri opera dell'artista veronese Antonio Rizzo; fu il primo doge ad essere rappresentato anche in piedi meritando così una gloria imperitura oltre al dogato. 1451 accettò la nomina a podestà di Treviso, dove fece la sua entrata nel febbraio 1452. Dopo aver pagato la pace con la Turchia ... Capo dello Stato nella Repubblica di Venezia. Ebbe un fratello gemello, Bernardo. Non gli restavano pertanto che gli incarichi esterni, e il 27 dic. Ambasciatore presso il principe di Caramania (1453), capitano delle galere di Alessandria (1455), fu poi podestà di Ravenna, di Treviso e quindi luogotenente del Friuli (1470). - Nome del primo magistrato nelle repubbliche di Venezia e Genova, di origine affatto diversa, di evoluzione storica molto simile nelle due città. Per oltre millecento anni, dal 697 al 1797, a capo della Repubblica di Venezia vi fu la figura del Doge (dal latino Dux, guida, comandante): anticamente duca del dominio bizantino, poi sovrano elettivo, nei secoli trasformatosi in supremo magistrato e immagine della maestà dello Stato, via via il doge perdeva potere e diveniva solo il simbolo di una Repubblica "coronata". Viene citato per la prima volta in un atto notarile stilato a Venezia il 7 marzo 1353, in cui compaiono «Donatus et Nicoletus Simithecollo pictores Santi Luce» (ovvero attivi nella parrocchia di San Luca). I festeggiamenti per il suo insediamento furono particolarmente fastosi con elargizioni di denaro e cibo non solo al popolo ma anche a chierici e canonici. Nonostante questo, il doge Marino Faliero […] doxe ‹dó∫e›, che è il lat. 1420-1482).Biblia vulgarizata. di Stato di Venezia, Misc. La morte di Giacomo II il 6 luglio 1473 aprì una grave crisi internazionale - Caterina era incinta ma il figlio morì poco dopo la nascita - con numerosi stati che rivendicavano il nuovo regno, tra i quali il Regno di Napoli e il Ducato di Savoia. 14, c. 180r; 15, cc. - Antica famiglia veneziana, che con particolare continuità si distinse nella vita politica e militare della Repubblica: tra i suoi membri si ricordano Giacomo Antonio (m. dopo 1463) vittorioso in campo, nella prima metà del sec. La sua esistenza è documentata dall’8° sec., quando il doge nominato dalla comunità veneziana sostituì il duca designato da Bisanzio, che aveva perso per mano longobarda i suoi possessi italiani. Al termine del mandato, il 14 marzo 1450 fu eletto senatore, quindi, a riprova della disinvolta alternanza di ruoli e funzioni che fu caratteristica del patriziato lagunare, il 26 luglio dello stesso anno ottenne il comando della "muda" di Beirut: probabilmente un incarico sollecitato dallo stesso M., che in gioventù aveva praticato a lungo la mercatura nei fondaci siriaci delle spezie. 1473, la tenne solo per poco più d'un anno, poiché morì il 1º dicembre ... marcèllo s. marcello (anche marcèlla s. f.). Venezia, saccheggiata, privata dei cavalli di san Marco, spogliata di moltissime opere d'arte, il 18 gennaio 1798 veniva lasciata dal ge­nerale francese Serrurier per essere consegnata agli austriaci, che le tolsero de­finitivamente della libertà di cui, unica, aveva goduto per più di undici secoli. 4° d. C.), vescovo di Ancira (nome antico dell’odierna Ankara), e alle sue dottrine trinitarie, condannate come eretiche da papa Damaso (nell’anno 380), secondo le quali alla fine del... Doge di Venezia (1406 - 1476). 1 ARCHIVIO DI STATO DI VENEZIA, Segretario alle Voci, Universi, regg. 4, cc. Nicolò Semitecolo (noto anche come Nicoletto; Venezia, ... – ...) è stato un pittore italiano, attivo a Venezia e a Padova dal 1353 al 1370. a. Quanto al legame con Padova, sappiamo che la sua famiglia possedeva una casa in via Altinate, non lontano dalla chiesa degli Eremitani dove avrebbe lavorato. Servivano quindi 240 denari per una lira. Fu forse vicino anche agli artisti Caterino e Stefano (altro pievano di Sant'Agnese) i quali, assieme a Lorenzo Veneziano, raccolsero l'eredità di Paolo. Dopo una lunga attività, che ebbe come punti salienti il riordinamento della flotta operato da capitano generale e quattro anni (1471-74) di dura guerra contro i Turchi con le vittorie di Adalia e di Smirne (1472), fu nominato doge nel 1474 (dopo essere stato candidato ... Doge di Venezia (n. 1408 - m. 1485). 60-67; E.A. Solo in età avanzata entrò nella carriera pubblica dove si distinse per la sua abilità e l'estrema cura degli interessi a lui affidati. Niccolò Tron, o Nicolò Trono (Venezia, 1399 – Venezia, 28 luglio 1473), Fu il 68º doge della Repubblica di Venezia. Geni requires JavaScript! Da giovane esercitò la mercatura, secondo una prassi ben radicata nella società veneziana ... marcèllo s. marcello (anche marcèlla s. f.). Storia di Venezia – Rivista, II, 2004, 1-38, ISSN 1724-7446 ©2004 Firenze University Press ... Reinhold C. Mueller and Michela Dal Borgo. 302, 496-498, 507-509; P.H. I primi due secoli della stampa videro una vera e propria fioritura di edizioni della Bibbia in italiano. 2004, pp. L'esordio della sua carriera politica coincide con l'anno del secondo matrimonio, che probabilmente costituì una svolta nella vita del M., in precedenza assorbita dall'attività mercantile: il 22 giugno 1438 fu eletto ufficiale alla Dogana da Mar, quindi (13 maggio 1440) alle Rason novissime. Essa fu più volte ristampata fino ai giorni nostri. – Mezza lira veneziana d’argento coniata per la prima volta da Niccolò Marcello, doge di Venezia dal 1473 al 1474; in seguito il nome fu esteso anche a monete di ugual valore coniate da altre zecche. Dopo numerosi viaggi in Oriente (Egitto e soprattutto Rodi) acquistò case e botteghe che gli consentirono sempre di vivere una vita agiata e comoda. Successivamente fu nominato priore e abate del monastero di S. Michele di Leme in Istria. - Figlio di Giovanni di Bernardo, del ricco e prestigioso ramo di S. Marina, e della sua prima moglie, di cui è noto solo il nome, Maria, nacque a Venezia nel 1397. Nel 1475 pubblicò la prima edizione in italiano della Legenda aurea di Jacopo da Varazze. 1474-1494, a cura di A. Caracciolo Aricò, I, Padova 1989, pp. I rapporti di reciproca interdipendenza tra le varie versioni dell’epoca, tuttavia, sono a tutt’oggi ancora poco studiati. – Mezza lira veneziana d’argento coniata per la prima volta da Niccolò Marcello, doge di Venezia dal 1473 al 1474; in seguito il nome fu esteso anche a monete di ugual valore coniate da altre zecche. - Nobile (Venezia 1398 circa - ivi 1474), dopo aver percorso la carriera del governo nelle città di terraferma, nel 1468 fu eletto procuratore di S. Marco; ottenuta la dignità ducale, il 13 ag. Con il suo nome furono coniati nuovi tipi di monete in argento (la cosiddetta lira Tron con la relativa mezza lira e il bagattino di rame), recanti tutte l'effigie del Doge, fatto che suscitò aspre reazioni e che venne in seguito proibito a partire dal Doge successivo. Le altre tavolette raffigurano la Trinità, la Madonna dell'umiltà, due mezze figure di San Daniele e San Sebastiano (forse comprendente anche un frammento con Santa Giustina) e il Cristo in pietà tra la Vergine e san Giovanni evangelista (quest'ultima conservata alla Fondazione Sorlini di Calvagese della Riviera). Si tratta tuttavia di mere attribuzioni, in quanto l'unico suo lavoro firmato sono le già citate Storie di san Sebastiano, ovvero quattro tavolette dipinte - completate da altre quattro con diversi soggetti -, provenienti dalla sagrestia dei Canonici della cattedrale di Santa Maria Assunta di Padova e oggi al Museo diocesano d'arte sacra. Nel 1523 lo stesso acquistò dalla Repubblica il feudo di Bagnolo nel Vicentino, dove venne avviato lo sfruttamento agricolo del territorio[6]. Domenico Selvo (died 1087) was the 31st Doge of Venice, serving from 1071 to 1084. 1453 entrò a far parte del Minor Consiglio come consigliere ducale del sestiere di Castello e il 6 dicembre fu cooptato nella zonta del Consiglio dei dieci per la revisione dell'Estimo cittadino. 986/431 (testamento del M., stilato il 29 luglio 1473); 1186/22 (testamento della seconda moglie, Contarina, datato 22 sett. Marcèllo, Niccolò, doge di Venezia. Armando Tron, Augusto Tron, Arturo Tron, Claudio Tron. Prima della metà del secolo le traduzioni furono realizzate in Italia e stampate nella quasi totalità a Venezia. Biblia vulgarizata. 1204-1461. Ebbe un fratello gemello, Bernardo. La Bibbia del Brucioli, molto scarna al suo apparire e poi più volte ristampata con l’aggiunta di testi ausiliari di più o meno diretta impronta protestante, fu quella che maggiormente influenzò l’opera dei successivi traduttori. Aveva quasi 80 anni e aveva ricoperto la carica di doge solo per pochi mesi. XXV, XL, 190-195, 209, 254, 567; S.P. 2r, 10r, 95, 97v, 102r, 148v, 150, 153r, 156r, 194v; Notarile, Testamenti, b. Thomas, Venetiis 1899, p. 352; I Libri commemoriali della Repubblica di Venezia. According the MedLands were two Vitale Candiano 1-9 (from here forward SV). 108, 270; M. Casini, I gesti del principe. . Ne fu artefice Giovanni Diodati, figlio di una ricca famiglia di banchieri lucchesi emigrati a Ginevra alla fine del Cinquecento, che ottenne a soli ventuno anni la cattedra di lingua ebraica. Ducalis Regia Lararium, 1659, Elogia P. D. Leo Matina, Teodato Ipato (742–755) deposed, blinded, and exiled, Galla Gaulo (755–756) deposed, blinded, and exiled, Domenico Monegario (756–764) deposed, blinded, and exiled, Giovanni Galbaio (787–804) fled to Mantua in 803 with family, where they all probably died, Obelerio Antenoreo (804–811) exiled, attempted to return to power, killed & head displayed in the market, Pietro Barbolano (1026–1032) abdicated under heavy pressure to reinstate Otto Orseolo. Il 1 ottobre del 1471 apparve un’altra traduzione della Bibbia, anonima e parziale (l’edizione è attribuita a Nicolas Jenson o ad Adam di Ammergau), in parte mutuata da quella del Malermi, che non ebbe alcun seguito. Membro dei pregadi nel 1471, nel 1478 fu eletto doge. Delle tre versioni del solo Antico Testamento la più importante ed influente fu quella realizzata dal fiorentino Fra Sante Marmochino (Venezia, eredi di Lucantonio Giunta, 1538). 326, 647, 788; A. Da Mosto, I dogi di Venezia nella vita pubblica e privata, Firenze 1983, pp. Malermi, che fu affiancato nell’impresa dal francescano Lorenzo da Venezia, revisore teologico, e da Girolamo Squarzafico, revisore editoriale, si basò sul testo della Vulgata, ma si avvalse anche dell’ausilio di alcuni volgarizzamenti precedenti. Rimpatriato nella primavera del 1445 (anno in cui morì il padre), il 19 dicembre il M. entrò tra i giudici alle Rason vecchie e il 14 apr. L’edizione del 1773 degli eredi di Niccolò Pezzana, che annuncia sul titolo la pubblicazione della traduzione malermiana, presenta in realtà tutt’altro testo. 662 s.; Diplomatarium Veneto-Levantinum, sive Acta et diplomata res Venetas, Graecas atque Levantis illustrantia. Marcèllo, Niccolò, doge di Venezia. Egli era dotato di poteri molto ampi, ma era affiancato da una assemblea popolare che, nel 1172, fu sostituita dal … (Importante segnalare come nel settembre 1472 la nobile veneziana Caterina Corner andasse sposa all'ultimo re di Cipro, Giacomo II di Cipro; costui la sposò per onorare così gli ingenti debiti contratti con la famiglia di lei che, dopo averlo generosamente finanziato, voleva una contropartita. A Venezia, nella volta dell'Oratorio dei Lucchesi, che fu devastato da un incendio nel 1769, si trovavano decorazioni di questo pittore. F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010, A.L.A.I. Cristina e Parisio di Treviso, insegnante di latino, animatore di un tentativo di riforma dell’Ordine, Malermi morì nel 1482. 20, c. 158v; Senato, Terra, reg. Francesco Foscari Fu … Forse Semitecolo conobbe il Guariento quando questi si trovava a Venezia per lavoro - nel 1361 dipinse la tomba del doge Giovanni Dolfin e nel 1365 affrescò il Paradiso nella sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale. 1459); cooptato nella zonta del Consiglio dei dieci (2 genn. 1448 fu eletto podestà e capitano a Feltre; era in corso l'ultima guerra con Milano, ma le operazioni coinvolsero solo marginalmente la fascia prealpina, sicché i problemi del M. si ridussero in pratica ad assicurare rifornimenti di guastatori e legname. : Arch. 1827, p. 75; Epistolario di Guarino Veronese, a cura di R. Sabbadini, II, Testo, Venezia 1916, p. 699; M. Sanuto, Le vite dei dogi. 8° alla fine del 18° ebbe il capo dello stato nella Repubblica di Venezia, con poteri all’inizio assai ampî e via via sempre più limitati nel corso dei secoli.... Doge di Venezia (1406 - 1476). 1461) nuovamente consigliere per il sestiere di Castello e, allo scadere della carica, capitano di Verona (6 ott. 210, 230, 257, 284 s., 398, 445, 561. 336, 340; A. Zannini, L'impiego pubblico, in Storia di Venezia…, IV, a cura di U. Tucci - A. Tenenti, Roma 1996, p. 418; C. Scalon, Il diploma di laurea di Lazzaro di Maniago (1460), in Quaderni per la storia dell'Università di Padova, XXXVIII (2005), p. 221; H.S. - Nobile (Venezia 1398 circa - ivi 1474), dopo aver percorso la carriera del governo nelle città di terraferma, nel 1468 fu eletto procuratore di S. Marco; ottenuta la dignità ducale, il 13 ag. La festa politica e Venezia in Età rinascimentale, Venezia 1996, p. 37; G.B. Join Geni to explore your genealogy and family history in the World's Largest Family Tree. Due parti in un volume in folio di cc. - Antica famiglia veneziana, che con particolare continuità si distinse nella vita politica e militare della Repubblica: tra i suoi membri si ricordano Giacomo Antonio (m. dopo 1463) vittorioso in campo, nella prima metà del sec. Nacque da Luca Tron[1] e da Lucia Trevisan. Dogi della Repubblica di Genova / Doges of Genoa, Hrvatski Vladari / Croatian rulers (from other countries), http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_Doges_of_Venice, https://it.wikipedia.org/wiki/Dogi_della_Repubblica_di_Venezia, Orso Ipato (726–737) assassinated perhaps at the instigation of Eutychius, Exarch of Ravenna, Dominicus Leono Abrogatis - duke magistrate equivalent - Brief Interregnum (737–742) ref. È comunemente considerata la prima lira emessa in Italia. Intorno TRONVS (stella) DVX NICOLAVS, Leone alato di San Marco sin. - Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 20 giu 2019 alle 20:30. Egli si avvalse inoltre della collaborazione del rabbino Elia Levi. Considerando non solo le edizioni integrali, ma anche quelle contenenti o solo il Vecchio Testamento o solo il Nuovo o solo i Salmi e l’Ecclesiaste, tra il 1471 e il 1529 ci furono circa venti edizioni, tra il 1530 e il 1562 una cinquantina, negli ultimi quattro decenni del Cinquecento una ventina. Rimasto vedovo, nel 1438 contrasse nuove nozze con Contarina Contarini di Donato, vedova di Francesco Mocenigo di Lazzaro: neppure questo matrimonio diede al M. figli maschi. Egli proseguì la guerra contro i turchi che tentavano d'insidiare le colonie veneziane in Oriente (la guerra fu iniziata sotto il doge Cristoforo Moro nel 1463 e si sarebbe conclusa soltanto nel gennaio 1479 sotto il dogato di Giovanni Mocenigo). (Venezia, Vindelino da Spira, 1 agosto 1471). Niccolò Malermi (o Malerbi) nacque a Venezia o Verona intorno al 1420. L’autorità del doge, inizialmente ampia, venne poi limitata ... Marcèllo. - Pietro II Candiano (c. 872 – 939) was the nineteenth Doge of Venice between 932 and 939. Hurlburt, The dogaressa of Venice, 1200-1500: wife and icon, New York 2006, p. 60; D. Raines, L'invention du mythe aristocratique. A tal riguardo la cronaca riportò molta soddisfazione sull'operato del doge che nel maneggio del denaro era sempre stato molto abile. 1473, risultò eletto alla massima carica della Serenissima, che avrebbe tenuto per poco più di un anno: morì infatti, in seguito a un malore occorsogli durante la processione per il conferimento del comando dell'armata marittima ad Antonio Loredan, il 1° dic. Membro dei pregadi nel 1471, nel 1478 fu eletto doge. Prontuario prezzario delle monete, oselle e bolle di Venezia, Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Nicolò_Tron&oldid=105846835, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Busto sin., sotto tre foglie su ramo. È comunemente considerata la prima lira emessa in Italia. Descrizione fisica. Della sua gioventù si hanno poche informazioni ma è noto come si dedicasse con passione ed abilità all'arte della mercanzia, riuscendo in pochissimi anni ad accumulare un ingente capitale (circa 90.000 ducati secondo alcune fonti). Nicolò Tron, morirà il 28 luglio del 1473 a Venezia e fu sepolto nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia nel monumento funerario alto 12 metri opera dell'artista veronese Antonio Rizzo; fu il primo doge ad essere rappresentato anche in piedi meritando così una gloria imperitura oltre al dogato. 1458. è il nome con cui viene comunemente denominata la. Nella Cattedrale di Padova si trova l'opera del Semitecolo: Due Cristiani davanti ai Giudici. Riguardo alla sua formazione, l'impiego del verdaccio per gli incarnati e di colori preziosi e smaltei per le vesti, nonché l'impostazione scenica, fanno pensare a contatti con Paolo Veneziano e il Guariento di Arpo. La prima traduzione italiana della Bibbia - 1471. Il dogato di Nicolò Tron fu breve ma intenso e durò venti mesi; la tragica perdita del figlio che fu ucciso dai turchi lo segnò profondamente. In quel giorno la cappella di S. Isidoro a San Marco fu visitata dal Doge, dalla Signoria, dalle con- fraternite, che tenevano le torcie rovesciate. 455, 457, 459, 480; Avogaria di Comun, Balla d'oro, reg. Cicogna, Della famiglia Marcello patrizia veneta, Venezia 1841, pp. Gran parte di questa ricchezza gli derivò dall'attività di mercatura che egli esercitava per conto della Serenissima.[2]. Il 26 agosto ottenne il permesso di rientrare per qualche giorno a Venezia, in occasione dell'ingresso dell'unica sua figlia nel monastero del Corpus Domini; quindi, al termine del rettorato, il 1° ott. Ambasciatore presso il principe di Caramania (1453), capitano delle galere di Alessandria (1455), fu poi podestà di Ravenna, di Treviso e quindi luogotenente del Friuli (1470). Pietro I Candiano (c. 842 – 18 September 887) was briefly the sixteenth Doge of Venice in 887. La versione di quest’ultimo ebbe invece grande successo e fu più volte ristampata fino alla fine del Cinquecento, quando la censura ecclesiastica giunse a proibirla. – 1. 1468 prese parte alla solenne processione per il ritrovamento, nel Tesoro di S. Marco, di una cassetta contenente un chiodo della Croce; il 7 febbr. (Venezia, Vindelino da Spira, 1 agosto 1471). Atti del Convegno… 1993, a cura di M. Marangoni - M. Pastore Stocchi, Venezia 1996, pp. Vitale (?-979) Candiano , son of Pietro III, Non si sarebbe allontanato più da Venezia, dove avrebbe alternato le funzioni di rappresentanza inerenti alla dignità procuratoria con cariche di natura finanziaria o concernenti la politica estera: il 14 sett. e il 1532 (A.T.), e quella di Filippo Rustici, apparsa a Ginevra nel 1562 presso i torchi di François du Ron. 331, 337; II, ibid. Nicolò Tron, morirà il 28 luglio del 1473 a Venezia e fu sepolto nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia nel monumento funerario alto 12 metri opera dell'artista veronese Antonio Rizzo; fu il primo doge ad essere rappresentato anche in piedi meritando così una gloria imperitura oltre al dogato. Non furono toccate le fasce di popolazione meno abbienti ma fu introdotta invece una imposta sui patrimoni più consistenti. 35r, 108r, 123r, 159r; Senato, Mar, reg. Crocifisso trecentesco dell'antica chiesa di Jesolo attribuito al Semitecolo, San Sebastiano, 1367, Museo Diocesano di Padova, Monumento funebre del doge Michele Morosini, 1382, Basilica di san Zanipolo Venezia, Madonna dell'umiltà o del latte, 1350-1400, Santa Trinità, 1370, Museo Diocesano di Padova, Il contenuto è disponibile in base alla licenza, L'architettura e la scultura del Rinascimento in Venezia, cattedrale di Santa Maria Assunta di Padova, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Niccolò_Semitecolo&oldid=115854515, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo.

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