santa rita e santa giulia

Con l'ultimo respiro le uscì di bocca l'anima, sotto forma di una candida colomba che volò nell'infinito, verso il Paradiso. All’età di 36 anni chiede di essere accolta tra le monache agostiniane del Monastero Santa Maria Maddalena di Cascia, ma la sua richiesta viene respinta: le religiose, forse, temono con l’ingresso di Rita - vedova di un uomo assassinato - di mettere a repentaglio la sicurezza della loro comunità. Ella si diresse apertamente verso la chiesa e s'inginocchiò sulla soglia della porta chiusa. E’ attesa per la giornata di oggi, mercoledì 21 Ottobre, la nuova ordinanza che sarà firmata dalla sindaca e che prevede un intervento nelle aree più critiche. “Stiamo attraversando una situazione emergenziale legata alla Zona Rossa e insistere sui blocchi auto in questo […], Alberto Cirio ha chiesto ai piemontesi comportamenti di prudenza e responsabilità. Felice chiamò Eusebio a partecipare al sacrifico pagano ed alla festa che ne seguì. Ma Rita insistè. Non si tratta quindi semplicemente di raccontare una edificante storia sacra, ma anche di dar conto di un importante possesso. 07/03/2009 n. 89 - D.M. Anzi non gli fu possibile neppure ottenere che la santa rinunciasse ai digiuni, se non nelle feste pasquali. Qui di seguito gli elementi proposti dalla leggenda vengono esaminati alla luce della critica storica. La ferita scomparve soltanto in occasione di un suo pellegrinaggio a Roma, fatto per perorare la causa di canonizzazione di s. Nicola da Tolentino, sospesa dal secolo precedente; ciò le permise di circolare fra la gente. Bisogna dire che il corpo rimasto prodigiosamente incorrotto e a differenza di quello di altri santi, non si è incartapecorito, appare come una persona morta da poco e non presenta sulla fronte la famosa piaga della spina, che si rimarginò inspiegabilmente dopo la morte. Dopo l’assassinio del marito e la morte dei due figli, ebbe molto a soffrire per l’odio dei parenti che, con fortezza cristiana, riuscì a riappacificare. Tuttavia la versione tradizionale della leggenda corsa offre aspetti di maggiore attendibilità, anche alla luce della moderna critica storica. Intorno al 1385 sposa Paolo di Ferdinando di Mancino. Al sereno focolare domestico si contrappone però la spirale d’odio delle fazioni dell’epoca. Questo racconto di origine medievale è rimasto a lungo l'unico disponibile in forma stampata: ripetuto innumerevoli volte, ha finito per essere assunto come autentico. Aveva tredici anni quando i genitori, forse obbligati a farlo, la promisero in matrimonio a Fernando Mancini, un giovane del borgo, conosciuto per il suo carattere forte, impetuoso, perfino secondo alcuni studiosi, brutale e violento. I monaci presero in fretta una barca, che spinta subito da un vento favorevoli condusse a Nonza. Il 22 maggio 1447 (o 1457, come viene spesso ritenuto) Rita si spense, mentre le campane da sole suonavano a festa, annunciando la sua ‘nascita’ al cielo. Sul luogo della sorgente miracolosa, fu costruita un'edicola sacra. Come non avrebbero potuto restare impressionati dallo spettacolo di una ragazza giovane e sensibile che sopporta le più tremende sofferenze senza una parola, senza un grido, gli occhi sempre alzati verso il cielo, come in estasi. Le misure restrittive sulla movida arrivano anche a Torino per limitare il diffondersi del contagio. Alle minacce di morte la giovane rispose dichiarando con orgoglio la sua fede e la sua gioia, per essere stata chiamata a condividere le sofferenze della Passione e si disse felice di poter patire come Gesù. Giulia era cristiana ed osservava i precetti degli Apostoli. Particolarmente sanguinosa fu la persecuzione dell'anno 303, nel corso dell'ultima parte del regno dell'imperatore Diocleziano. I genitori, modesti contadini e pacieri, provvedono a farle avere una buona educazione scolastica e religiosa nella vicina Cascia, dove l’istruzione è curata dai frati agostiniani. È una delle prime Accademie italiane ad aver ricevuto il D.M. Oggi lo custodisce un’urna in vetro. Si era talmente immedesimata nella Croce, che visse nella sofferenza gli ultimi quindici anni, logorata dalle fatiche, dalle sofferenze, ma anche dai digiuni e dall’uso dei flagelli, che erano tanti e di varie specie; negli ultimi quattro anni si cibava così poco, che forse la Comunione eucaristica era il suo unico sostentamento e fu costretta a restare coricata sul suo giaciglio. Sul sarcofago sono vari dipinti di Antonio da Norcia (1457), sul coperchio è dipinta la santa in abito agostiniano, stesa nel sonno della morte su un drappo stellato; il sarcofago è oggi conservato nella nuova basilica costruita nel 1937-1947; anche il corpo riposa incorrotto in un’urna trasparente, esposto alla venerazione degli innumerevoli fedeli, nella cappella della santa nella Basilica-Santuario di santa Rita a Cascia. con grande festa. Constatando che Giulia resisteva alle più terribili torture, Felice cominciò a temere che Eusebio si potesse risvegliare rivendicando la sua schiava. Collection Folklore. Negli ultimi quindici anni della sua vita, portò sulla fronte il segno della sua profonda unione con Gesù crocifisso. A questo punto Felice si infuriò a tal punto da volere che Giulia fosse crocifissa come il suo Dio. I motivi non sono chiari, ma sembra che le Suore temessero di essere coinvolte nella faida tra famiglie del luogo e solo dopo una riappacificazione, avvenuta pubblicamente fra i fratelli del marito ed i suoi uccisori, essa venne accettata nel monastero. Imprese FI 01171680489 PEC: gvm-srh@legalmail.it Aut. Venne circondata subito di una buona fama, la gente di Roccaporena la cercava come popolare giudice di pace, in quel covo di vipere che erano i Comuni medioevali. Per i Romani questa ragazza diventerà in seguito Santa Giulia della Roccia. Patronato: Donne maritate infelicemente, Casi disperati. Stop dunque alla movida, a partire dalle ore 21, nelle prime zone che vedranno la nuova stretta: piazza Santa Gulia, via Matteo Pescatore e piazza Montanaro, un’area tristemente nota per la presenza di numerosi pusher. Una malattia provoca la morte di Giangiacomo e Paolo Maria: l’unico conforto è pensare le loro anime salve, non più nel pericolo della dannazione nel clima di ritorsioni suscitato dall’assassinio del coniuge. Questo miracolo non disarmò l'odio dei pagani, ma fortificò la fede dei giovani cristiani testimoni del supplizio. Si racconta quindi che la madre molto devota, ebbe la visione di un angelo che le annunciava la tardiva gravidanza, che avrebbero ricevuto una figlia e che avrebbero dovuto chiamarla Rita; in ciò c’è una similitudine con s. Giovanni Battista, anch’egli nato da genitori anziani e con il nome suggerito da una visione. Vedova e sola, in pace con tutti, fu accolta nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena in Cascia. Santa Rita nacque a Roccaporena (Cascia) verso il 1380. Con il trascorrere dei secoli si è affermato il racconto benedettino, diffuso attraverso numerose versioni scritte. Offrire alla venerazione dei propri concittadini e dei sudditi le spoglie miracolose dei santi, conferiva un prestigio ed un riconoscimento in cui politica e religione tendevano a confondere ruoli e dignità. Contese e rivalità politiche sono i tratti che contraddistinguono la società di allora; anche il marito di Rita ne è coinvolto. I capo pagano iniziò con maniere dolci e persuasive, per convincerla a sacrificare agli dei promettendole tra l'altro, di liberarla dalla sua condizione di schiava. Compiuto il sacrificio, fu preparato un gran pranzo, finito il quale alcuni cortigiani di Felice chiesero ad Eusebio di poter visitare la sua nave. Santa Giulia di Nonza nella tradizione corsa, Santa Giulia di Nonza nella leggenda benedettina, Manoscritto dell'archimonasterio di S.Remigio di Reims confrontato con quelli già editi, Il cristianesimo in Corsica ed in Sardegna. Si ritiene che le reliquie di Santa Giulia furono primariamente custodite a Nonza e poi prelevate, in epoca alto-medievale, dai monaci benedettini di Gorgona. Per evitare di indurre i figli alla vendetta, nasconde loro la camicia insanguinata del padre. Queste figure, tutte riferite ad una giovanissima santa, sono onorate in diverse aree dell'europa con nomi diversi ma sembrano ricondurre ad un'unica antichissima tradizione. Esempio fulgido di un ruolo determinante ed attivo della donna, nel campo sociale, della pace, della giustizia. È la dimostrazione che le […], Un nuovo focolaio sta dilagando in una casa di riposo piemontese. La presero quindi schiava con altre fanciulle e vendettero ad un mercante siro di nome Eusebio. Qui Giulia diresse con tanta carità e saggezza gli affari del padrone da farsi conosce e stimare al punto che molti credettero che ella fosse nativa di quei luoghi. Visse per quarant’anni anni nell’umiltà e nella carità, nella preghiera e nella penitenza. Brescia, dalle stampe Bendiscioli, 1794, pp. Già dai primi anni dell’adolescenza Rita manifestò apertamente la sua vocazione ad una vita religiosa, infatti ogni volta che le era possibile, si ritirava nel piccolo oratorio, fatto costruire in casa con il consenso dei genitori, oppure correva al monastero di Santa Maria Maddalena nella vicina Cascia, dove forse era suora una sua parente. Costui era un militare di origine sassone, salito ai più alti gradi dell'esercito romano. 142 pages, broché, couverture illustrée, illustrations de Pierre Rousseau. Propose allora ad Eusebio tante libagioni da renderlo completamente ubriaco e farlo così cadere nel sonno più profondo. Per Rita sono segno della bontà di Dio che ha accolto in cielo i suoi due figli e il marito. Narra la leggenda che Rita per sottrarli a questa sorte, abbia pregato Cristo di non permettere che le anime dei suoi figli si perdessero, ma piuttosto di toglierli dal mondo, “Io te li dono. Felice comandò che gli fosse portata la giovane ed iniziò ad interrogarla. Quali fatti portarono le spoglie di santa Giulia dalla Corsica sull'isola di Gorgonia e poi sulla terraferma toscana? Non potendosi incontrare nei luoghi santi, i cristiani furono costretti a riunirsi in posti tenuti segreti, a dispetto della sorveglianza dei persecutori. Matura in tale contesto la devozione verso Sant’Agostino, San Giovanni Battista e Nicola da Tolentino, che Rita sceglie come suoi santi protettori. I benedettini estensori delle narrazioni più antiche raccontano che per tramandare nel tempo la memoria della Santa Martire Giulia interrogarono gli anziani. La storia di Santa Giulia resta tutt’ora avvolta nel mistero, in quanto si hanno poche fonti che, inoltre, raccontano due diverse versioni. Giunto a Cartagine, egli assediò la città e la conquistò, mettendola a ferro e fuoco. Di questo remoto testo medioevale si riporta qui una sintesi, adattata al linguaggio contemporaneo. Per il grande culto fiorito immediatamente dopo, il suo corpo non è mai stato sepolto. Gli angeli si presentarono ad monaci, annunciando il martirio della santa giovinetta ed invitandoli a partire immediatamente per ricuperarne il corpo. Giulia rispose che lo riveriva per il potere che aveva, ma che come cristiana non conosceva altra divinità che Dio immortale, padrone della vita e della morte: gli uomini potevano sì far soffrire il corpo, ma mai, e in nessun modo, l'anima. Secondo la tradizione, l'ingresso avvenne per un fatto miracoloso: si narra che una notte, Rita, come al solito, si era recata a pregare sullo "Scoglio" (specie di sperone di montagna che s'innalza per un centinaio di metri al di sopra del villaggio di Roccaporena) e che qui ebbe la visione dei suoi tre santi protettori sopra citati, i quali la trasportarono a Cascia, introducendola nel monastero; era l'anno 1407. Rimasta sola, Rita comincia una vita di più intensa preghiera, per i suoi cari defunti, ma anche per i “di Mancino”, perché perdonino e trovino la pace. Solo che oggi abbiamo sempre più spesso donne che nell’attività malavitosa, si sostituiscono agli uomini uccisi, imprigionati o fuggitivi; oppure ad istigare altri familiari o componenti delle bande a vendicarsi, quindi abbiamo donne di mafia, di camorra, di ‘ndrangheta, di faide familiari, ecc. Una volta sbarcato, apprese che a Nonza era giunto il prefetto Felice, che aveva fatto allestire sulla piazza principale un grande atto sacrificale. Accadde che Eusebio s'imbarcasse per i suoi commerci verso le Gallie, portando con sé Giulia. Al suo nome vennero intitolate tante iniziative assistenziali, monasteri, chiese in tutto il mondo; è sorta anche una pia unione denominata “Opera di santa Rita” preposta al culto della santa, alla sua conoscenza, ai continui pellegrinaggi e fra le tante sue realizzazioni effettuate, la cappella della sua casa, la cappella del “Sacro Scoglio” dove pregava, il santuario di Roccaporena, l’Orfanotrofio, la Casa del Pellegrino. Con la nascita di due gemelli e la sua perseveranza di rispondere con la dolcezza alla violenza, riuscì a trasformare con il tempo il carattere del marito e renderlo più docile; fu un cambiamento che fece gioire tutta Roccaporena, che per anni ne aveva dovuto subire le angherie. Genserico, quarto re dei Vandali, dopo avere sconfitto i Romani in Spagna, nell'anno 436 varcò lo stretto di Gibilterra e passò in Africa con ottantamila combattenti. Santa Rita nacque a Roccaporena (Cascia) verso il 1380. Questo era inaccettabile per una giovane ed ardente cristiana. Fa' di loro secondo la tua volontà”. Accademia di Belle Arti SantaGiulia, Brescia. Antoine Trojani La croce fu eretta nel luogo dove poi sorse la chiesa parrocchiale di Nonza. Eppure le tribolazioni non vengono meno. Santa Giulia nacque in questo luogo verso la fine del III° secolo. Il cuore del culto comunque resta il Santuario ed il monastero di Cascia, che con Assisi, Norcia, Cortona, costituiscono le culle della grande santità umbra. Sulla costa ovest di Capo Corso, il vecchio villaggio di Nonza domina il mare, appollaiato sopra ad un impressionante picco che Tolomeo chiamava il promontorio sacro. Con l’amore, la comprensione e la pazienza, quella di Rita e Paolo diviene così un’unione feconda, allietata dall’arrivo di due figli maschi: Giangiacomo e Paolo Maria. Il pagano Eusebio era pronto a prenderla in moglie, se solo Giulia avesse lasciato la sua fede cristiana. Fu così che, nel giorno della natività dell'anno 303, furono organizzate delle feste pagane e la popolazione venne invitata. Obbediva umilmente e con prontezza ad ogni ordine del padrone, il quale ammirava la sua operosità. Al contrario di santa Rita che pur di spezzare l’incipiente faida creatasi, chiese a Dio di riprendersi i figli, purché non si macchiassero a loro volta della vendetta e dell’omicidio. Era il 22 maggio, giorno per il quale venne fissata la festa liturgica. Se la realtà storica appare ormai dimenticata per sempre, non ci resta che raccogliere i pochi superstiti indizi, confrontandoli con i documenti che indirettamente ci consentono di ricostruire in modo attendibile l'epoca e l'ambiente su cui vogliamo indagare. A loro volta essi stesero questa relazione perché non accadesse che il culto si attenuasse con il trascorrere del tempo. Quindi una santa che ha avuto un cammino ufficiale per la sua canonizzazione molto lento (si pensi che sant’Antonio di Padova fu proclamato santo un anno dopo la morte), ma nonostante ciò s. Rita è stata ed è una delle più venerate ed invocate figure della santità cattolica, per i prodigi operati e per la sua umanissima vicenda terrena. Rispondere a queste domande significa trovare la chiave per decodificare il racconto leggendario e ricostruire gli eventi che furono poi distorti sotto il condizionamento di opportunità religiose e politiche. Era già in alto mare quando, dopo due giorni di navigazione tempestosa, si accorse di avere lasciato alcuni suoi gioielli a Nonza. Egli era ariano e nemico dei cattolici e dei pagani, che subito iniziò a perseguitare. Infine la fece appendere per i capelli ad un albero. Ma la giovane sposa, con la preghiera, la sua pacatezza e con quella capacità di pacificare appresa dai genitori, lo aiuta pian piano a vivere una condotta più autenticamente cristiana. Morì il 22 maggio 1457. É il mese di gennaio, la donna l’asseconda, pensandola nel delirio della malattia. Comunque un anno dopo i due fratelli si ammalarono e morirono, fra il dolore cocente della madre. Secondo la tradizione era figlia unica e fin dall’adolescenza desiderò consacrarsi a Dio ma, per le insistenze dei genitori, fu data in sposa ad un giovane di buona volontà ma di carattere violento. Da lui sopportò con pazienza ogni maltrattamento, senza mai lamentarsi, chiedendogli con ubbidienza perfino il permesso di andare in chiesa. La Zona Rossa per la […], Sono più di cinquecentomila le persone che fino a oggi, in Piemonte, si sono vaccinate contro […], Sono 73 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della […], “Quello conferito a Turin Airport è molto più di un premio. Il pretore Felice comandò quindi che Giulia fosse sottoposta a tortura, ma la giovane resisteva offrendo serenamente i suoi patimenti in comunione con Gesù. Quando le suore la videro in orazione nel loro coro, nonostante tutte le porte chiuse, convinte dal prodigio e dal suo sorriso, l’accolsero fra loro. A questo punto inserisco una riflessione personale, sono del Sud Italia e in alcune regioni, esistono realtà di malavita organizzata, ma in alcuni paesi anche faide familiari, proprio come al tempo di s. Rita, che periodicamente lasciano sul terreno morti di ambo le parti. Accanto al cuscino è dipinta una lunga iscrizione metrica che accenna alla vita della “Gemma dell’Umbria”, al suo amore per la Croce e agli altri episodi della sua vita di monaca santa; l’epitaffio è in antico umbro ed è di grande interesse quindi per conoscere il profilo spirituale di santa Rita. Nell’inverno che precede la sua morte Rita, malata e costretta a letto, chiede a una cugina, venuta in visita da Roccaporena, di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna. Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo si venera nel santuario di Cascia, meta di continui pellegrinaggi. E un giorno mentre la piccola riposava all’ombra di un albero, mentre i genitori stavano un po’ più lontani, uno sciame di api le circondò la testa senza pungerla, anzi alcune di esse entrarono nella boccuccia aperta depositandovi del miele. Giulia era una giovane vergine di aspetto nobile e bello ma i Vandali non la offesero in alcun modo perché questa era l'usanza di quel popolo. L’uomo gridò al miracolo e con lui tutti gli abitanti di Roccaporena, che seppero del prodigio. SANTA RITA HOSPITAL – PRESIDIO DI MARIA BEATRICE HOSPITAL SRL Sede Legale: Via Manzoni, 12 – 50121 FIRENZE - Codice Fiscale, Partita IVA e n. iscriz. Rita ha saputo fiorire nonostante le spine che la vita le ha riservato, donando il buon profumo di Cristo e sciogliendo il gelido inverno di tanti cuori. Là trovarono la santa crocifissa e la scritta degli Angeli che attestava il santo martirio. E' la piccola borgata di Roccaporena, in Umbria, a dare i natali, molto probabilmente nel 1371, a Margherita Lotti, chiamata col diminutivo “Rita”. Quale fu la storia autentica del suo martirio? Questi risposero di avere appreso il racconto della sua vita dai loro predecessori. Alcuni tra di loro si soffermarono a scrivere gli atti del glorioso martirio, altri angeli volarono verso l'isola di Gorgona, di fronte lle coste toscane e sede di un importante monastero benedettino. La Vita di Santa Giulia Vergin e martire, in appendice agli «Annali Istorici dell’edificazione erezione e dotazione del Serenissimo Monastero di S. Salvatore e S. Giulia di Brescia... di Donna Angelica Baitelli minima monaca del Serenissimo Monastero aggiuntavi la vita di S. Giulia con altre relative nozioni». Eusebio rispettava la fede di Giulia, che dedicava alla preghiera ed alle letture sacre ogni breve momento di riposo. Roccaporena, presso Cascia, Perugia, 1381 circa - Cascia, Perugia, 22 maggio 1447/1457. Tutto ciò è documentato dalle relazioni mediche effettuate durante il processo per la beatificazione, avvenuta nel 1627 con papa Urbano VIII; il culto proseguì ininterrotto per la santa chiamata “la Rosa di Roccaporena”; il 24 maggio 1900 papa Leone XIII la canonizzò solennemente. Santa Rita è un modello di donna adatto per i tempi duri. Purtroppo i primi cristiani conobbero presto i giorni oscuri delle persecuzioni. Le preghiere di Rita e le intercessioni dei suoi santi protettori portano invece alla pacificazione tra le famiglie coinvolte nell’uccisione di Paolo di Mancino e dopo tanti ostacoli avviene l’ingresso in monastero. Aggiunto/modificato il 2004-01-29, Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati La giovane dichiarò invece di essersi dedicata interamente a Dio e di aver fatto voto di verginità e povertà, quando ancora era ricca e libera. Le narrazioni della testimonianza di fede di Santa Giulia risalgono sostanzialmente a due diverse fonti: la leggenda di antica origine benedettina e la tradizione orale corsa. Secondo la tradizione era figlia unica e fin dall’adolescenza desiderò consacrarsi a Dio ma, per le insistenze dei genitori, fu data in sposa ad un giovane di buona volontà ma di carattere violento. (Vatican News). L e narrazioni della testimonianza di fede di Santa Giulia risalgono sostanzialmente a due diverse fonti: la leggenda di antica origine benedettina e la tradizione orale corsa. Giulia rispose con fermezza dichiarando di essere pronta a testimoniare con il sangue il suo amore per il Redentore. In cuor suo Rita perdona chi ha ucciso il marito, ma la famiglia di Mancino non si rassegna, fa pressioni; ne scaturiscono rancori ed ostilità. Così scrissero la storia della passione di questa grande martire di Capo Corso che consacrò l'intera isola con il proprio sangue. I sacrifici la rendevano esile e pallida, ma Giulia perseverava nell'astinenza e nella castità, cibandosi della Parola di Dio. I figli Giangiacomo Antonio e Paolo Maria, crebbero educati da Rita Lottius secondo i principi che le erano stati inculcati dai suoi genitori, ma essi purtroppo assimilarono anche gli ideali e regole della comunità casciana, che fra l’altro riteneva legittima la vendetta. In questa forma lo ritroviamo ovunque, anche sul web viene ricopiato sempre con le medesime esatte parole. L'aguzzino ordinò allora di strappare alla giovinetta i seni, che furono scagliati contro la roccia arida, facendone zampillare due sorgenti. Quando poi anche questi mostrarono di non riuscire più a sostenerla, fece tendere le braccia e legare le mani ai rami, affinché il supplizio si prolungasse. Devotissima alla Passione di Cristo, desiderò di condividerne i dolori e questo costituì il tema principale delle sue meditazioni e preghiere. Monaca agostiniana I suoi furono giorni di un secolo tragico per le lotte fratricide, le pestilenze, le carestie, con gli eserciti di ventura che invadevano di continuo l’Italia e anche se nella bella Valnerina questi eserciti non passarono, nondimeno la fame era presente. “Iniziamo con queste aree – ha dichiarato la sindaca Chiara Appendino, aggiungendo che l’attenzione si sposta ora sul quartiere di San Salvario – “Questo non significa che altre zone, come per esempio piazza Saluzzo, non siano oggetto della nostra attenzione, ma inizieremo con queste tre aree già nel prossimo fine settimana per poi, immagino, estendere a altre zone” – ha spiegato la prima cittadina. Giulia Continuò a servire con tanta assiduità e sollecitudine che Eusebio si convinse a nominarla amministratrice dei suoi beni, ponendola a capo della servitù. Il re dei Vandali Genserico estese le sue conquiste alla Sardegna ed alla Corsica ed Eusebio pensò di estenderli in queste isole i suoi commerci. Rita crebbe nell’ubbidienza ai genitori, i quali a loro volta inculcarono nella figlia tanto attesa, i più vivi sentimenti religiosi; visse un’infanzia e un’adolescenza nel tranquillo borgo di Roccaporena, dove la sua famiglia aveva una posizione comunque benestante e con un certo prestigio legale, perché a quanto sembra ai membri della casata Lottius, veniva attribuita la carica di ‘pacieri’ nelle controversie civili e penali del borgo. Erano i tempi di papa Sisto Terzo ed imperatori Teodosio e Valentiniano. Ai figli ormai quindicenni, cercò di nascondere la morte violenta del padre, ma da quel drammatico giorno, visse con il timore della perdita anche dei figli, perché aveva saputo che gli uccisori del marito erano decisi ad eliminare gli appartenenti al cognome Mancini; nello stesso tempo i suoi cognati erano decisi a vendicare l’uccisione di Fernando Mancini e quindi anche i figli sarebbero stati coinvolti nella faida di vendette che ne sarebbe seguita. I carnefici si dispersero e gli angeli di Dio vennero ad aleggiare intorno alla croce.

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