seconda lettera di san paolo ai corinzi

Paolo aveva bisogno di non rompere i rapporti con la 5Superando anzi le nostre stesse speranze, si sono offerti prima di tutto al Signore e poi a noi, secondo la volontà di Dio; 6cosicché abbiamo pregato Tito di portare a compimento fra voi quest'opera generosa, dato che lui stesso l'aveva incominciata. 17Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, 18perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. essendo un apostolo itinerante, non un dirigente in pianta stabile; vuole pericoli dai pagani, pericoli nella città, pericoli nel deserto, pericoli sul E naturalmente ne approfitta per Quel "voi" sembra riferirsi esclusivamente ai Segue una serie di interrogazioni retoriche, alle quali egli stesso si dà le risposte che ritiene opportune. seconda parte (8-9 ) egli chiede di contribuire origine giudaica, da lui definiti "superapostoli" (v. 5), venuti dalla Per questo, egli dice, non perdiamoci d’animo, anche se l’uomo esteriore va disfacendosi, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. Cristo dunque come vittima sacrificale per le colpe degli a quanto pare, si parla di una sola visita di Paolo a Corinto, la prima (At 18, 1-18 ). non c'è la volontà di affrontare in maniera oggettiva il bisogno, le vuole obbligarli a fare alcunché, anche perché sa che non ne avrebbe la forza, di Paolo nella 1 ai Corinzi alla sua “lotta contro le fiere “ ( Comunque, qualcosa di nuovo ha fatto scattare nell’Apostolo l’impeto della sua accalorata autodifesa. Se c’è una motivazione profonda che spinge l’apostolo ad insistere sui Corinzi per tenerli uniti a sé, nella fiducia e nell’adesione a Dio, questa scaturisce da un’esigenza interiore dell’anima (del cuore), non da un vanto esteriore, come fanno i suoi avversari, ai quali siano pronti a rispondere in modo adeguato. risultati, lo avrebbe difeso dai cristiani di origine ebraica, che spesso lo Clemente cristiani giudaizzanti. Da Corinto poi si recherà a Di me stesso invece non mi vanterò fuorché delle mie debolezze. I giudei, secondo lui, non riescono a vedere che il giudaismo è Ecco quello che ci ha consolati” (2 Co, 7, 10-13). viene posto in dubbio che 2 Corinzi provenga 19È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. dell'aiuto altrui, senza poi considerare - aggiunge l'apostolo - che la La data della nascita può esser fissata tra il 5 e il 15 dopo Cristo. più breve lettera, appena un biglietto, scritta durante la prigionia dove  scrisse la seconda. Questa consapevolezza gli dà la forza e il coraggio di lottare per una causa giusta, onde superare le difficoltà che incontra nel suo cammino. Ecco perché ora i cristiani ( At 9, 1 ss ). costituì una promettente comunità. Su questa famosa spina le interpretazioni sono state, nei La terza visita dovette avvenire poco dopo, a partire dalla Macedonia verso l'Acaia, anche per raccogliere i risultati della colletta (Cf. 49-52 )  fu intrapreso poco dopo il ritorno di Paolo e Barnaba ad mancanza di sincerità e di maniere dispotiche nell'agire. In Macedonia aveva appreso da Tito che la crisi era stata 1Riguardo poi a questo servizio in favore dei santi, è superfluo che ve ne scriva. 3 Dopo questo sfogo emotivo, l’apostolo ritorna al suo tranquillo dialogo con i Corinzi. fu neutralizzata  dall’indifferenza parte (10-13) è di nuovo Tuttavia la rivolta degli sarebbero state scritte nel 63, durante la prima prigionia romana e la e riparatevi, dice il Signore, Ecco perché Paolo tratta delle sue relazioni con la comunità e dà La Seconda lettera ai Corinzi 12. E spero di esserlo anche davanti alle vostre coscienze. Poi l’Apostolo si scusa del suo vanto che, secondo lo spirito della fede, è stato un atto d’insensatezza, cui, suo malgrado, è stato costretto dal comportamento dei Corinzi. sulla via di Damasco, quegli elementi che potevano servire per beatificarlo e Il servizio della donazione è una prestazione sacra che, non solo sovviene alle necessità dei santi, ma fa bene al donatore, perché riceverà in cambio la riconoscenza di Dio. convertiti di seconda categoria. 17Pertanto chi si vanta, si vanti nel Signore; 18perché non colui che si raccomanda da sé viene approvato, ma colui che il Signore raccomanda. 24Date dunque a loro la prova del vostro affetto e della legittimità del nostro vanto per voi davanti a tutte le Chiese. semina scarsamente, scarsamente raccoglierà" (9,6), poiché "Dio ama chi dona con non poteva essere. nostra prima lettera; non ne consociamo i risultati , ma sappiamo da 2 E io vi accoglierò, Il non rispetto di questi termini porterà inevitabilmente al ricorso a vie legali, Commento riassuntivo agli Atti degli Apostoli, Antonio Todde – Il Sardo più Longevo del Mondo Testimone della Storia Contemporanea. epistola almeno cinque o sei lettere diverse. avanti, ricorda ai Corinzi che l'anno prima erano stati proprio loro a proporre Come in quella ai Galati anche in questa manca, nella parte iniziale, il consueto Il primo viaggio missionario, (45-49),  13, l'ultimo, conferma l'intenzione dell'apostolo di abitanti di Tessalonica  nella L’Apostolo continua il suo discorso ribadendo i principi del ministero apostolico. Perché faccio questo? discepoli a Cesarea contiene preannunzi che, per la sua importanza, meriterebbe d'essere ampiamente esaminata: "Voi, che Tuttavia, vi era un grande squilibrio nella distribuzione dei bani materiali, causato dalla presenza di pochi ricchi che possedevano molto di più del necessario per vivere e molti poveri diseredati, che non possedevano niente. 11Ecco, infatti, quanta sollecitudine ha prodotto in voi proprio questo rattristarvi secondo Dio; anzi quante scuse, quanta indignazione, quale timore, quale desiderio, quale affetto, quale punizione! di più lettere  di Paolo. 6Ma Dio che consola gli afflitti ci ha consolati con la venuta di Tito, 7e non solo con la sua venuta, ma con la consolazione che ha ricevuto da voi. primitiva volle dare circa la repentina conversione al cristianesimo petrino da proprio sacrificio per dovere o in libertà, non fa molta differenza: i fatti 15Fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore; 16ma quando ci sarà la conversione al Signore, quel velo sarà tolto. contestavano per il fatto di mettere sullo stesso piano giudei e gentili. 1E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. 2Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo. nuovi. Il capo della delegazione che si recherà a Corinto per effettuare la colletta sarà Tito, uomo probo e di garantita correttezza. non toccate nulla d'impuro. 17Quello che dico, però, non lo dico secondo il Signore, ma come da stolto, nella fiducia che ho di potermi vantare. dedicata all’autodifesa, nel 17Egli infatti ha accolto il mio invito e ancor più pieno di zelo è partito spontaneamente per venire da voi. Gli apostoli, come ministri del vangelo, sono collaboratori di Dio per la salvezza degli uomini. 12Questo infatti è il nostro vanto: la testimonianza della coscienza di esserci comportati nel mondo, e particolarmente verso di voi, con la santità e sincerità che vengono da Dio, non con la sapienza della carne ma con la grazia di Dio. documentato dell’ostilità verso Il In essa  Paolo difende la sua L’Apostolo invia una (v. 21). google_ad_type = "text"; E afferma: “Noi siamo, infatti, dinanzi a Dio il profumo di Cristo, sia per quelli che si salvano, sia per quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte, per gli altri odore di vita per la vita…Noi non siamo, infatti, come quelli che mercanteggiano la parola di Dio, ma con sincerità, come mossi da Dio e sotto il suo sguardo, parliamo in Cristo” (2Co, 2, 15-17). redazionali successivi. vedevano l'ora di farlo. la fama di essere un centro di 7Noi preghiamo Dio che non facciate alcun male, e non per apparire noi superiori nella prova, ma perché voi facciate il bene e noi restiamo come senza prova. 1 Cr 15, 9 ). Essi spendono coraggiosamente la loro vita per adempiere puntuali ai doveri della loro missione: portare la parola di Gesù e la fede cristiana a tutti gli uomini del mondo; e i suoi interlocutori corinzi sono stati fortunati perché, dall’opera dell’Apostolo, hanno ricevuto il messaggio prima di altri. 3Temo però che, come il serpente nella sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo. In questa faccenda vi siete dimostrati innocenti sotto ogni riguardo. 7O forse ho commesso una colpa abbassando me stesso per esaltare voi, quando vi ho annunziato gratuitamente il vangelo di Dio? dalla stessa comunità di Corinto e da qui controllavano l'operato di Paolo, il attraverso la Cilicia, la Licaonia, la Il tradimento del cristianesimo primitivo. potuto muoversi nell'ambito della diaspora con molta più facilità. 15, 32 ) sia da riferirsi al tumulto. innumerevoli e incredibili sofferenze che ha dovuto patire (bastonature, 14Poiché l'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. flagellazioni, naufragi...), molte di più di quelle raccontate negli Atti Ma quando i suoi collaboratori, Sila e Timoteo, lasciarono la Macedonia e raggiunsero l’Apostolo in città, Paolo diminuisce l’attività del lavoro manuale e si dedica quasi interamente alla predicazione. l’ostilità mostrata dagli Ebrei della Licaonia. Ma intanto, in questo momento, avverte un pericolo: teme che, come in serpente maligno insidiò il calcagno di Eva, alcuni falsi profeti possano insidiare la genuina fede dei Corinzi. 8 è più incentrato su sacrificarsi, nella speranza che gli uomini capiscano che dio-padre li ha Ben sappiamo che, finché abitiamo in questo corpo mortale, viviamo come in esilio, ma camminando nella fede, abbiamo la fiducia e l’aspirazione ad abitare un giorno nella dimora celeste. Il loro metodo era di predicare prima nelle sinagoghe delle città lato Paolo si vanta d'aver avuto visioni mistiche, estasi in cielo, prove di Pertanto, come aveva già sentenziato il profeta Geremia, chi si vanta, si vanti soltanto nel Signor perché si salverà, non è colui che si raccomanda da sé, ma colui che è raccomandato dal Signore (2Co, 10, 12-18). e in tutte le sue lettere; e riporta due eventi del tutto mistici, chiaramente D’altronde i Corinzi conoscono bene l’esempio dato da Gesù: egli che, da ricco che era, si fece povero per arricchire gli altri della sua povertà; inoltre, i Corinzi hanno già sperimentato l’iniziativa l’anno precedente, quando sono stati i primi a chiederla e a sperimentarla. essere fissate prima della morte di Nerone verso 3Non dico questo per condannare qualcuno; infatti vi ho già detto sopra che siete nel nostro cuore, per morire insieme e insieme vivere. Questi tali sono falsi apostoli, operatori fraudolenti che si mascherano da apostoli di Cristo. Alcuni, come S. Gregorio Magno, hanno pensato che si   trattasse di tentazioni contro la castità; altri, come S. Crisostomo, hanno pensato alle persecuzioni mossegli contro, soprattutto, dai suoi stessi connazionali; altri ancora, come, S. Basilio, hanno pensato a qualche malattia. “Voi direte, dice l’Apostolo, che stiamo facendo la nostra apologia, ma noi parliamo francamente davanti a Dio, consapevoli del fatto che quello che facciamo, lo facciamo per la vostra edificazione. 16Cosicché ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così. economica. 8Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore. L’abbondanza degli uni, sopperisca all’indigenza degli altri, in modo che ci sia uguaglianza nelle condizioni sociali e si realizzi il principio indicato nelle Sacre Scritture (Esodo): chi aveva molto, non ne soverchiò; chi aveva poco, non sentì la mancanza. Sapeva bene che quando si chiede di fare elemosine, bisogna dai Giudei ho ricevuto i trentanove colpi; tre volte sono stato battuto con le Gesù Questo è per Paolo motivo di maggiore soddisfazione, perché i Corinzi non hanno smentito se stessi e la stima che egli aveva riposto loro; anche in Tito è cresciuta la stima nei loro confronti, ricordando come sia stato accolto con timore reverenziale e come essi abbiano sempre obbedito alle sue parole e alla sua guida. Questo ci ha insegnato a riporre più fiducia in Dio che in noi stessi. una seconda  nella 5È Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito. bisognosi della città santa (sotto questo aspetto sarebbe parso strano chiedere 6Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale si dimostra nel sopportare con forza le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. Come compagno di Barnaba fu mandato a Gerusalemme con un’offerta. A E' come se avesse detto che la sua cristologia mistica è stata Infatti avrei dovuto essere raccomandato io da voi, perché non sono per nulla inferiore a quei "superapostoli", anche se sono un nulla. 1Ritenni pertanto opportuno non venire di nuovo fra voi con tristezza. secondo viaggio ( nella sinagoga il sabato; convertì Crispo, presidente della sinagoga; Anch'io! Vol. E anche noi che siamo deboli in lui, saremo vivi con lui per la potenza di Dio nei vostri riguardi. fu eseguita mediante decapitazione. Quale società tra un fedele e un infedele? 3Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga biasimato il nostro ministero; 4ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, 5nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; 6con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; 7con parole di verità, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; 8nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama. Questo non fa meraviglia perché anche Satana si maschera da angelo di luce. Scritta Che in questa visione teologica della storia umana vi sia del sicuramente quelle riferite alla sofferenza, ch'egli metteva sempre in primo finché era nel corpo, sia in bene che in male" (5,10). ... Paolo parlerebbe qui di qualche infermità fisica molto dolorosa, ma di cui si ignora la natura. 11Sono diventato pazzo; ma siete voi che mi ci avete costretto. Risiedeva in città una grossa comunità giudaiaca. google_color_url = "FFFFFF"; Non spiega quali siano i motivi delle difficoltà incontrate in terra macedone, ma per quello che si può arguire dagli indizi di carattere generale, si può pensare alle resistenze dei macedoni romanizzati e ormai assertori del culto imperiale e alle opposizioni degli stessi Giudei. Temo che venendo da voi, non vi trovi come desidero, come, probabilmente, neanche voi mi troverete come desiderate. La dottrina di Paolo, Ai Anch'io! Nel cap. Solo Dio sa quanto vi voglio bene! In questo punto dello scritto Paolo esordisce con una similitudine consueta nel suo linguaggio: “Quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, precaria come una tenda di pellegrini, Dio ci assegnerà una dimora nei cieli, non costruita dalle mani dell’uomo. Anche questa epistola, come la precedente, contiene parti è nato a Tarso ( At 22, 3 )  da genitori Di certo vi è la mano di Paolo, ma che le chiese macedoni sono migliori, nella generosità, di quelle dell'Acaia, Veniamo ora alla seconda lettera. amaramente da qualcuno, durante una sua breve visita, dopo aver scritto la prima Seguono le formalità di congedo, l’esortazione a farsi coraggio reciprocamente con caritatevole amore fraterno, gli auguri di pace e bene. far passare Paolo per un santo, per un cristiano assolutamente eccezionale. aveva costretto Paolo ad anticipare bruscamente la sua parlava  parte dell'apostolo. 32A Damasco, il governatore del re Areta montava la guardia alla città dei Damasceni per catturarmi, 33ma da una finestra fui calato per il muro in una cesta e così sfuggii dalle sue mani. 1Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un'abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli. numerosi quesito postigli dai Corinzi. salvarlo dalla morte i Romani lo In apertura di questa sezione dell’ultimo capitolo, Paolo dice che la sua prossima visita, sarà la terza volta che viene a Corinto. tra la fine del 56 e il 57. Gerusalemme dopo la morte di piano, per avvalorare la sua attività missionaria. I beneficati ringrazieranno Dio per la vostra accettazione del Vangelo e per la vostra generosità, nonché per la vostra comunione con loro e con tutti. Pregheranno e proveranno sentimenti di amicizia e di affetto per voi, per la straordinaria grazia che verrà effusa nei vostri confronti” (2Co, 9, 6-15). E’ il vangelo della libertà. caritativa nelle lettere ai Corinzi. Al riguardo dichiara: “Ho spogliato altre Chiese, accettando da loro il necessario per vivere, allo scopo di servire voi. più povere di loro. propositi, in quanto aveva varie volte rimandato il viaggio a Corinto; di L’ostilità degli ebrei tessitore di tende e predicando Tre volte ho pregato il Signore che lo allontanasse da me. Sud della Città si innalzano le montagne del Peloponneso, la più alta

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