simboli del cristianesimo

ICHTHYS: Il simbolo che stilizza un pesce usato dai primi cristiani. Gv 14, 27). Già fin dai primi tempi quindi, alcuni cristiani sono stati chiamati, e altri lo saranno sempre, a rendere questa massima testimonianza d’amore davanti agli uomini, e specialmente davanti ai persecutori (Lumen gentium 42). Questi oli vengono benedetti dal vescovo durante la celebrazione eucaristica in cattedrale la mattina del Giovedì santo; al termine, gli oli vengono consegnati ai parroci, che li portano nelle loro comunità. Il significato della palma è quello della vittoria, della rinascita, dell’ascesa e dell’immortalità. Egli è l’Emmanuele: il Dio con noi. Il digiuno eucaristico, invece, consiste nell’astenersi da qualsiasi cibo o bevanda almeno nell’ora precedente la comunione eucaristica; è una sorta di preparazione e, al tempo stesso, una manifestazione di rispetto e devozione verso il corpo di Gesù. Mt 19, 13-15; Mc 10, 13-16) e per guarire (Mc 7, 32; Mc 8, 22-25; Lc 4, 40). Questi gesti sottolineano l’armonia che deve esistere tra il corpo e l’anima, e sono degli strumenti per vivere la comunione tra i fedeli. È all’interno dell’assemblea riunita nel nome di Cristo, quindi, che acquistano significato tutti gli altri gesti: l’assemblea infatti è simbolo della Chiesa, ed è il vero tempio dei credenti, che con la gioia dei figli di Dio vive la propria fede, partecipando comunitariamente alla liturgia. Il termine Vangelo deriva dal greco euanghélion e significa buona notizia. Questo simbolo trae origine dal libro dell’Apocalisse, dove sono presentati i quattro esseri viventi che stanno attorno al trono di Dio e all’Agnello (cfr. Per lo stesso motivo, alla fine dei tempi, come giudice giusto Gesù le separerà dai capri (cfr. A noi chiede soltanto la disponibilità alla sua azione, lasciandoci raggiungere dal suo infinito amore misericordioso («Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto», Lc 19, 9-10), alla continua ricerca dei malati, non dei sani; dei peccatori, non dei giusti (cfr. Questo avvenimento prefigura la Resurrezione di Cristo dopo la morte. Ciò si otterrà anzitutto con la testimonianza di una fede viva e adulta, vale a dire opportunamente formata a riconoscere in maniera lucida le difficoltà e capace di superarle. Ecco perché esso compare spesso scolpito in molti altari e ricamato o dipinto nelle casule dei sacerdoti ancora oggi. Qui ne trovi alcuni. Di più: è il momento in cui si rivela e si attualizza la parola di Dio, rendendola accessibile e vivibile nel nostro contesto storico. … la speranza escatologica non diminuisce l’importanza degli impegni terreni, ma anzi dà nuovi motivi a sostegno dell’attuazione di essi. La simbologia cristiana dei tempi delle Persecuzione dei cristiani nell'impero romano (I-IV secolo) è molto ricca. Le mani giunte è un gesto che, in un certo modo, tende a mettere in evidenza l’affidamento e l’intensità di preghiera o di supplica con cui ci rivolgiamo a Dio. Questo simbolo, in genere, viene raffigurato con un germoglio che spunta da un tronco. Questo cammino riguarda specialmente il cuore dell’uomo, come scrivono i profeti: «Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all’ira e ricco di benevolenza e si impietosisce riguardo alla sventura» (Gl 2, 13); «I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Allo stesso modo, anche le raffigurazioni pittoriche di origine bizantina hanno iniziato a rappresentare per i cristiani ortodossi la presenza reale, anche se spirituale, di ciò che veniva raffigurato. A destra il … L’autentica conoscenza del Dio della misericordia, dell’amore benigno è una costante e inesauribile fonte di conversione, non soltanto come momentaneo atto interiore, ma anche come stabile disposizione, come stato d’animo. Gv 5, 24). Gesù, poi, si rende presente a chi lo cerca con cuore sincero e lo libera da ogni paura: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto» (Mt 7, 7-8); «Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato» (Sal 34, 5). Ma proprio per la sua forma caratteristica, divenne ben presto un modo alternativo per rappresentare la croce cristiana, specialmente in quel periodo in cui era pericoloso rivelare la propria appartenenza religiosa. La Chiesa crede che Cristo, per tutti morto e risorto, dà sempre all’uomo, mediante il suo Spirito, luce e forza per rispondere alla sua altissima vocazione; ne è dato in terra un altro nome agli uomini, mediante il quale possono essere salvati (Gaudium et spes 10). Slideshare uses cookies to improve functionality and performance, and to provide you with relevant advertising. 2 Cor 1, 30; 3, 16; 4, 6), ordinò agli apostoli che l’Evangelo, prima promesso per mezzo dei profeti e da lui adempiuto e promulgato di persona, venisse da loro predicato a tutti come la fonte di ogni verità salutare e di ogni regola morale, comunicando così ad essi i doni divini (Dei Verbum 7). Tutta l’attività del corpo mistico ordinata a questo fine di chiama «apostolato»; la Chiesa lo esercita mediante tutti i suoi membri, naturalmente in modi diversi; la vocazione cristiana infatti è per sua natura anche vocazione all’apostolato (Apostolicam actuositatem 2). Nella Bibbia troviamo diversi episodi in cui Dio si manifesta attraverso la luce, ad esempio nell’esodo degli Ebrei dalla schiavitù d’Egitto: «Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce» (Es 13, 21); o nei profeti:… «ma il Signore sarà per te la luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore» (Is 60, 19). Il PELLICANO: simboleggia Cristo che dona il proprio corpo come cibo e il proprio sangue come bevanda durante l’ultima cena. In un libro dell’Apocalisse, Gesù dice di sé stesso: “Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine” (Apostoli 22, 13). e) alla presentazione dell’ostia e del calice dopo la consacrazione (Ordinamento generale del Messale Romano 276). Ecco solo alcuni antichi simboli cristiani: JHS o Trigramma (in alfabeto greco JЙΣ), che indica l’abbreviazione del nome ΙΗΣΟΥΣ (cioè “Iesous”, Gesù). Questo particolare momento ha lo scopo di aiutare i fedeli a entrare nel mistero della passione di Gesù. Dnalor 01-CC CATACOMB-ROME Il colore bianco richiama ciò che è puro e incontaminato: «Purificami con issopo e sarò mondato; lavami e sarò più bianco della neve» (Sal 51, 9). Durante la celebrazione eucaristica ci sono altri momenti in cui dobbiamo stare in piedi: Dall’inizio del canto di ingresso, o mentre il sacerdote si reca all’altare, fino alla conclusione dell’orazione di inizio (o colletta), durante il canto dell’Alleluia prima del Vangelo; durante la proclamazione del Vangelo; durante la professione di fede e la preghiera universale (o preghiera dei fedeli); e ancora dall’orazione sulle offerte fino al termine della messa (Ordinamento Generale del Messale Romano 43). Infatti quando ci apriamo allo Spirito, il nostro cuore arde d’amore come è capitato ai discepoli di Emmaus (cfr. «Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Lo stesso Gesù, entrando in Gerusalemme, è stato accolto dalla folla festante che portava rami di palme: «La gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: Osanna! Sono le iniziali dell’iscrizione latina posta sulla croce di Gesù: Jesus Nazarenus Rex Iudaeorum (Gesù il Nazareno, re dei Giudei). Slideshare uses cookies to improve functionality and performance, and to provide you with relevant advertising. Una delle caratteristiche più sorprendenti riguarda l’unità di stile e di soggetti che si incontra in luoghi molto lontani tra loro: in Spagna, in Asia minore, nell’Africa del nord, in Italia i simboli e le immagini simili tra loro evocano gli stessi significati. San Paolo raccomanda questo gesto da usarsi nella preghiera: «Voglio dunque che gli uomini preghino, dovunque si trovino, alzando al cielo mani pure senza ira e senza contese» (1 Tm 2, 8). Con il battesimo inizia la nostra vita di cristiani: l’«Alfa»; dobbiamo impegnarci affinché il nostro tempo sia vissuto intensamente sul piano spirituale per arrivare all’«Omega» della nostra vita terrena, degni di entrare nella vita eterna. Questo libro è portato solennemente dal diacono, durante la processione d’ingresso. Per questo suo patire, le più antiche immagini ce lo mostrano coricato e non in piedi. Il sacrificio di Gesù deve far nascere in noi sentimenti di gratitudine, perché il Figlio di Dio, immolandosi, ci ha redenti, e pertanto «l’Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione» (Ap 5, 12). La figura mite dell’agnello che va al macello ci ricorda che il cristiano è chiamato a sopportare con mitezza le situazioni di prova, di martirio, accettando la volontà di Dio, come ha fatto Gesù: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! L’evangelista Giovanni, nel prologo al suo Vangelo, scrive così: «Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui [Gesù] e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre» (1 Gv 1, 5). Ci assicura che, se crediamo in lui, non periremo in eterno (cfr. Continua a leggere! Il simbolo rappresenta le prime tre lettere greche del nome di Gesù: IHSYS. In una società, cioè, dove pochi sapevano leggere e scrivere, erano il primo “libro” della fede, o la prima professione di fede. Lo Spirito Santo muove l’uomo all’azione e infonde forza e coraggio per la testimonianza e l’annuncio. San Paolo nella Lettera agli Efesini scrive: «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola» (Ef 5, 26). Con l’avvento del cristianesimo ha assunto significati nuovi e complessi, come ad esempio il ricordo della passione, della morte e della risurrezione di Gesù. È il momento in cui dobbiamo raccoglierci e dire con Samuele: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta» (1 Sam 3, 9). Dio, nell’Antico Testamento, ha inviato la manna per sostenere il popolo d’Israele: «Fece piovere su di essi la manna per cibo e diede loro pane del cielo: l’uomo mangiò il pane degli angeli, diede loro cibo in abbondanza» (Sal 78, 24-25); ora, nel Nuovo Testamento, Dio invia Gesù, pane di vita eterna: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo» (Gv 6, 32-33). Ogni singolo volume contiene le ore liturgiche, cioè i momenti di preghiera che vengono proclamati lungo il corso del giorno: Ufficio delle letture, Lodi mattutine, Ora media, Vespri e Compieta. La bellezza dei suoi fiori sono una lode all’opera creatrice di Dio: «Sarò come rugiada per Israele; esso fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano» (Os 14, 6). Entrando nelle chiese o sfogliando i libri liturgici, possiamo imbatterci in alcuni segni: i simboli cristiani. Non solo perché i pesci furono uno dei molti miracoli di Gesù narrati nei Vangeli, ma perché la parola Ichtys è un acrostico della parola greca Iēsous Christos Theou Hyios Sōtēr”, che signficia, “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”. Un’eucaristia che non si traduca in amore concretamente praticato è in sé stessa frammentata (Deus caritas est 14). Spesso, nei quadri e nelle decorazioni delle chiese più antiche scorgiamo delle lettere grecheintrecciate tra loro. Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci è simbolo del banchetto eucaristico. Questa usanza con il suo simbolismo evidente di devozione, di dedizione della propria forza al superiore, deriva dalla tradizione culturale germanica, ed è strettamente legata a quella per la quale i vassalli rendevano omaggio al signore feudale, ponendo le proprie mani in quelle di lui (I.A. Mondo rurale che cambia e Chiesa in Italia 33). Il colore è porpora (che è colore divino) sul quale è posto un manto azzurro (cioè quella stessa umanità che il Cristo rivestirà per giudicare gli uomini). Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (Gv 6, 68-69). Maria, perché Madre santissima di Dio presente ai misteri di Cristo, per grazia di Dio esaltata, al di sotto del Figlio, sopra tutti gli angeli e gli uomini, viene dalla Chiesa giustamente onorata con culto speciale. Particolare e suggestiva è l’inizio della liturgia del Venerdì santo, quando il sacerdote viene accolto in chiesa dall’assemblea nel più assoluto silenzio, che accompagna il ministro anche durante la sua prostrazione. Gesù ha detto a Pietro: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Dt 34, 9). ad esempio l’elezione di Barnaba e Saulo, in At 13, 2-3). Ef 1, 10; 3, 8-11). Da essa infatti si attingono le letture che vengono poi spiegate nell’omelia e i Salmi che si cantano; del suo afflato e del suo spirito sono permeate le preghiere, le orazioni e i carmi liturgici; da essa infine prendono significato le azioni e i simboli liturgici. Quando si recita la preghiera del Padre Nostro i fedeli possono allargare le braccia. Per questo dobbiamo convertire la rotta della nostra esistenza verso Dio, facendo le giuste scelte, per porre al primo posto quanto è essenziale. La fede infatti tutto rischiara di una luce nuova, e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell’uomo, orientando così lo spirito verso soluzioni pienamente umane (Gaudium et spes 11). Questo gesto è posto all’inizio del tempo liturgico della Quaresima, definito dalla Chiesa tempo forte, proprio per la sua tensione spirituale rivolta al cambiamento di vita verso il bene, per prepararci degnamente alla Pasqua, che, per noi cristiani, è la solennità più importante. Il secondo riguarda il ciclo pasquale e va dal Mercoledì delle Ceneri alla Domenica di Pentecoste. Nel Vangelo viene descritto l’atteggiamento di Maria, sorella di Lazzaro: «Maria, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola» (Mc 10, 39); le parole di Gesù hanno una forza particolare che richiedono un ascolto attento, non distratto, perché ci parlano del nostro futuro (cfr. Le nostre strade siano strade di Gesù! Anche il rito della dedicazione della Chiesa prevede che si accenda un fuoco sull’altare, segno della presenza purificatrice di Dio che prende possesso del luogo in cui si compirà il sacrificio eucaristico. Si tratta di un animale dalla natura dolce e mite, è simbolo di purezza e innocenza, che ha rappresentato l’intervento divino in numerosi episodi. Questo simbolo è formato da due lettere greche sovrapposte: la X (chi) e la P (rho), e due lettere iniziali del nome “Cristo” in greco. I 15 consigli di Madre Teresa per essere umile. L’acqua benedetta che, entrando in chiesa, attingiamo per farci il segno della croce, ha lo scopo di ricordarci il nostro battesimo, la nostra figliolanza divina. E di fatto, già fino dai tempi più antichi, la Beata Vergine è venerata col titolo di «Madre di Dio» e i fedeli si rifugiano sotto la sua protezione, implorandola in tutti i loro pericoli e le loro necessità (Lumen gentium 66). 03 Il Simbolo Acciarri Lucia Andreani D aniela Bevilacqua Federica pag. Il tuo spirito buono mi guidi in terra piana» (Sal 143, 10). Dovremmo tornare ad utlizzarli? Lc 15, 4-6). Per questo, il pellicano è divenuto, durante il Medio Evo, il simbolo dell’abnegazione con cui si amano i figli e ne ha fatto l’allegoria del supremo sacrificio di Cristo, salito sulla Croce e trafitto al costato da cui sgorgarono il sangue e l’acqua, fonte di vita per la salvezza degli uomini. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Simbolo di dolcezza, di semplicità, di innocenza, di purezza e di obbedienza, per il suo comportamento e per il suo colore bianco, l’agnello in ogni tempo è stato considerato l’animale sacrificale per eccellenza. Per questo, possiamo dire che la liturgia è «fonte» di luce, perché ci fa incontrare la Luce. Concedi, Signore, al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male (Colletta del Mercoledì delle Ceneri). Leggi anche: Vi spieghiamo quali sono i simboli dello Spirito Santo. L’olio per le sue innumerevoli proprietà alimentari e curative è sempre stato uno degli elementi fondamentali nelle culture dei popoli. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15, 12-13). Il significato dell’incenso è quello di offrire la nostra vita e la nostra preghiera, giorno dopo giorno, come sacrificio e profumo soave gradito a Dio: «Come incenso salga a te la mia preghiera, le mie mani alzate come sacrificio della sera» (Sal 141, 2). Mc 1, 15); Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai (cfr. Nel Nuovo Testamento anche il sacerdote Zaccaria lo offre nel tempio: «Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso. È bene poi che al digiuno si unisca la carità verso il prossimo che è nel bisogno: rinunciare a qualcosa per aiutare chi è nella povertà. La Chiesa professa e proclama la conversione. È un gesto di umiltà che rappresenta la supplica di chi è consapevole dei propri limiti e si inginocchia davanti a Dio, creatore e onnipotente, per chiedere aiuto; per questo è il gesto che assumiamo anche quando celebriamo il sacramento della riconciliazione. Cristo, fattosi obbediente fino alla morte e perciò esaltato dal Padre (cfr. Cerchiamo di capirci qualcosa. Nella domenica detta appunto delle Palme la simbologia rimanda all’entrata trionfale di Gesù Cristo in Gerusalemme (Vangeli, Giovanni 12,13) prefigurando in anticipo la Resurrezione dopo la morte. Per noi cristiani, l’imposizione delle ceneri ha il significato di metterci in un cammino di conversione, cioè di cambiamento interiore, lasciando gli atteggiamenti di peccato per rivolgerci a Dio. Nel corso della celebrazione eucaristica rimaniamo seduti nei seguenti momenti: durante la proclamazione delle letture prima del Vangelo e durante il salmo responsoriale; all’omelia e durante la preparazione dei doni all’offertorio; se lo si ritiene opportuno, durante il sacro silenzio dopo la comunione (Ordinamento generale del Messale Romano). Per questo motivo la Chiesa viene rappresentata come la «barca di Pietro» che naviga nel mare, cioè nella storia del mondo, a volte tumultuoso e irto di difficoltà, ma con la prua sempre puntata verso «un nuovo cielo e una nuova terra» (Ap 21, 1). Nella nostra società, la vocazione cristiana è vissuta coerentemente e con gioia, è fragranza di valori autentici e duraturi, e invito ad alzare gli occhi al cielo. La carità è una delle tre virtù teologali e consiste nell’amare Dio e il prossimo. Le finestre della sua stanza si aprivano verso Gerusalemme e tre volte al giorno si metteva in ginocchio a pregare e lodare il suo Dio» (Dn 6, 11). Tutta l’assemblea del popolo pregava fuori nell’ora dell’incenso» (Lc 1, 8-10). Clipping is a handy way to collect important slides you want to go back to later. La preghiera dei Salmi racchiude questo concetto di Dio come guida e salvatore: «Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie» (Sal 25, 8-9); «Il Signore è la forza del suo popolo, rifugio di salvezza del suo consacrato. Il fuoco è anche il simbolo dello Spirito Santo. Mc 8, 34). Nei Salmi, a proposito del regno di Dio, troviamo le seguenti affermazioni: «Il suo regno durerà quanto il sole, quanto la luna per tutti i secoli» (Sal 72, 5); «Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono e il suo regno abbraccia l’universo» (Sal 103, 19). Si tratta di simboli antichi e in molti casi già esistenti che rivestono un significato nuovo e profondo. Nella Genesi (8, 11) è una colomba a portare a Noè il rametto d'ulivo che annuncia la fine del Diluvio universale e l'inizio della salvezza e di una nuova era di pace tra Dio e gli uomini. Gesù Cristo dunque, Verbo fatto carne, mandato come «uomo agli uomini», «parla le parole di Dio» (Gv 3, 3) e porta a compimento l’opera di salvezza affidatagli dal Padre (cfr.

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